Il virus attacca, l’Europa reagisce

La pandemia ha messo in ginocchio l’Europa, la sua economia, sanità e forza; parliamo di migliaia di morti, di stanchezza e di situazioni di stress assoluto, ogni paese colpito si sente debole e impreparato davanti ad un nemico sconosciuto, potente e terribile. Una grande fetta della popolazione europea vola via ed ogni settore della vita pubblica subisce cambiamenti, blocchi e ri-adattamenti.

In questo panorama di sconforto, l’Europa è chiamata però a reagire e a trovare da subito soluzioni, aiuti, sostegno e risposte per poter indirizzare e guidare ogni Stato.

Tra i primi interventi, fondamentali per l’immediato contenimento del contagio, troviamo quelli sulla fornitura di attrezzature mediche e sulla ricerca di cure e vaccini.

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Ma mentre negli ospedali del territorio europeo tutto il personale sanitario, giorno dopo giorno, si trova dover fare turni estenuanti, cosciente del rischio di contagio e lontano dalle proprie famiglie, il resto della popolazione risente tragicamente del “lockdown” imposto dai Governi: famiglie, imprese, lavoro, istruzione sono i settori protagonisti delle misure proposte dall’Europa agli stati membri per poter attutire, almeno in parte, al disastro socio-economico causato dall’arrivo del virus. Il 19 marzo la Commissione europea da totale flessibilità agli Stati membri sulle norme di aiuti di Stato, le quali consentono eccezionalmente agli stessi di agire in modo rapido ed efficace per sostenere i cittadini e le imprese.

La Commissione europea, inoltre, propone che vengano destinati 37 miliardi di euro (dei quali 9 all’Italia) alla lotta contro il coronavirus e ai sistemi sanitari, imprese e lavoratori colpiti dall’emergenza Covid-19.

Fondamentali e di grande peso economico, il MES e il SURE, strumenti di supporto economico-finanziario messi a disposizione dei paesi membri:

  • Il MES, ossia Meccanismo Europeo di Stabilità, serve a garantire un equilibro finanziario nella zona euro: in altre parole, si tratta di un’assistenza ai paesi che devono affrontare o stano affrontando gravi difficoltà finanziarie.

(Per quanto riguarda l’Italia, non è stato ancora accettato e il Governo risulta tuttavia indeciso sulla questione).

  • Il SURE, proposto il 2 aprile dalla Commissione, è un aiuto finanziario per salvaguardare i posti di lavoro. Dal 19 maggio il Consiglio dell’Ue lo ha definitivamente adottato come sostegno temporaneo per combattere la disoccupazione a seguito della pandemia: per ogni Stato Membro fino a 100 miliardi di euro di prestiti a condizioni favorevoli per salvaguardare i posti di lavoro, un intervento importante che sarà operativo dal 1° giugno e terminerà il 31 dicembre 2022.

Tra gli ultimi interventi della commissione europea viene proposto un nuovo strumento per la ripresa, il “Next Generation EU”, incorporato nel bilancio dell’Unione Europea a lungo termine: la richiesta è quella di raccogliere 750 miliardi sui mercati da destinare alla ripresa. Questo strumento segue quella del “REACT-EU” per il sostegno alla solvibilità e il Fondo Europeo per lo sviluppo sostenibile con un badget di 11,5 miliardi di EUR.

A seguito delle proposte della commissione per la ripresa dell’Unione Europea si calcola che l’importo di bilancio complessivo, per il periodo 2021-2027, arriverà a 1 850 miliardi di EUR.

Un intervento notevole dell’EU, inoltre, è stato quello di stanziare 300 milioni di EUR a favore di Gavi, the Vaccine Alliance per il periodo 2021-2025: si tratta di una misura che permetterà di vaccinare 300 milioni di bambini nel mondo e che permetterà di finanziare una scorta di vaccini contro la diffusione di malattie infettive.

Uno degli ultimi stanziamenti riguarda lo Strumento pilota Accelerator del CEI, con il quale sono stati stanziati circa 314 milioni di EUR, così suddivisi:

  • 166 milioni saranno assegnati a 36 imprese per combattere la pandemia da coronavirus.
  • Più di 148 milioni verranno messi a disposizione di altre 36 imprese che contribuiranno alla piano per la ripresa dell’Europa.

 

Giorgia Fenu