Digital divide in Sardegna: com’è la situazione?

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Il digital divide crea dei limiti socio-economici e frena lo sviluppo in molte aree dell’Italia dove non c’è per Internet l’accesso a banda larga.

L’accesso alle tecnologie dell’informazione, infatti, è fondamentale per chi utilizza Internet per lavoro o per il tempo libero giocando a giochi come Fowl Play, ed anche per guardare le serie tv in streaming oppure i video sul portale di Google Youtube.

Investire nelle infrastrutture digitali in Sardegna per rilanciare il turismo

Da questo punto di vista la Sardegna è una delle Regioni italiane più penalizzate, ma nel fare il punto della situazione c’è da dire non solo che nella Regione sono attivi dei cantieri per abbattere il digital divide, ma anche che il territorio si candida per diventare sulla gestione dei data center pubblici un polo strategico nazionale.

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Portare le infrastrutture digitali nelle aree della Sardegna dove, per esempio, non c’è la fibra ottica, significa non a caso dare impulso al turismo ed ai servizi offerti alla cittadinanza, ma per raggiungere l’obiettivo serve e servirà una svolta a partire, senza ritardi e senza intoppi burocratici, dalla capacità di accesso e di spesa dei fondi strutturali che sono messi a disposizione Ue in base alla programmazione comunitaria pluriennale.

Come superare il divario digitale in Sardegna?

Il divario digitale, inoltre, non si abbatte senza la collaborazione in quanto in Sardegna, e non solo, negli ultimi anni ci sono state troppe controversie tra gli enti pubblici e le imprese private spesso legate alle lungaggini burocratiche ed alle tante autorizzazioni necessarie per l’avvio di lavori per i quali, dall’inizio al completamento, serve poi sempre molto tempo.

L’intervento pubblico, attraverso lo stanziamento di risorse adeguate, è inoltre fondamentale in quelle aree che, non coperte ancora da Internet a banda larga, sono a cosiddetto fallimento di mercato, ovverosia dove il numero di potenziali utenze domestiche e commerciali attivabili è così basso da essere di scarso rilievo economico per un operatore telefonico privato che dovrebbe investire. La tecnologia ADSL, ormai datata e superata, non può più essere infatti al giorno d’oggi la risposta per l’accesso alla Rete Internet caratterizzata da una sempre più crescente mole di contenuti che sono fruibili solo con le connessioni in banda ultralarga.

La banda ultralarga per sostenere le imprese del commercio elettronico

Da un recente rapporto della Confartigianato Sardegna, inoltre, è emerso che nella Regione è in forte crescita il numero di micro e di piccole imprese che, per vendere, fanno leva in tutto o in parte sul canale online attraverso l’e-commerce. Così come sul territorio il 63% degli internauti sardi acquista online beni e servizi.

L’accesso ad Internet, quindi, permette a migliaia di micro e di piccole imprese di spingere in alto i propri ricavi intercettando nuove fette di mercato in linea con quelle che, tra l’altro, sono le nuove abitudini di acquisto dei consumatori. Non a caso, entro la fine del 2021, la Confartigianato stima che altre 5.000 micro e piccole imprese sarde sfrutteranno come canale di vendita proprio il commercio elettronico.

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