Controlli Covid pro-turismo

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Il passaporto sanitario è uno dei metodi che l’isola vorrebbe applicare per accogliere i turisti in sicurezza. Se entro il 3 giugno non si dovesse arrivare ad un accordo, si applicheranno altri sistemi di controllo.

Questo è quanto affermato da Solinas durante le ultime interviste. Si sta spingendo per raggiungere l’accordo per il passaporto sanitario, ma se ciò non dovesse essere possibile, sono pronti altri sistemi di controllo.

“Se non si dovesse raggiungere un’intesa con il Governo sul passaporto sanitario entro il 3 giugno, la Regione Sardegna è pronta ad attivare un altro sistema di controlli. Tratteremo fino all’ultimo per un accordo, ma se non riusciremo a trovarlo, allora – ha spiegato Solinas – appronteremo un sistema più articolato che prevede la registrazione dei passeggeri all’ingresso su una piattaforma e la compilazione di un questionario che serve a noi per avere contezza su dove concentrare i maggiori controlli.”

I turisti e l’accoglienza Covid

L’isola e gli isolani sono pronti ad accogliere in sicurezza i turisti. Questo è il messaggio che Solinas ci ha tenuto a sottolineare.

“Per venire in Sardegna dal 3 giugno è sufficiente fare una prenotazione, e noi invitiamo tutti i turisti a prenotare perché l’Isola intende accoglierli a braccia aperte. Con il Governo – ha ribadito – stiamo cercando di trovare un punto di intesa sul modello che noi proponiamo” per gli arrivi sicuri. Cioè la richiesta di una certificazione di negatività risultante da un test, “purché sia accreditato dallo Stato, anche sierologico va bene”, ha precisato Solinas.

Quindi vacanze = test. La certificazione serve a garantire che le vacanze possano farsi anche quest’anno ma in sicurezza. Non possiamo permetterci di innescare nuovi possibili focolai.

La certificazione sanitaria e i controlli Covid pro-turismo

La certificazione da esibire per godere delle vacanze sarde, è in realtà un modello che a breve rispecchierà una tendenza internazionale. Questo modello servirà anche per poter riaprire in sicurezza molte di quelle zone e attività che tendenzialmente creano luoghi di assembramento e che quindi potrebbero favorire i contagi del virus Covid-19.

“Il modello della certificazione sanitaria che proponiamo è una linea di tendenza internazionale che si sta affermando anche a livello nazionale – ha spiegato ancora una volta il governatore sardo – basti guardare i protocolli per la ripresa del campionato di serie A o per la riapertura dei set cinematografici”. In ogni caso, ha chiarito, “questo non significa mettere barriere di alcun genere, né creare discriminazioni, vuol dire solo adottare filtri che consentano una tutela della salute contemperata con la giusta esigenza di riapertura del Paese”.

Dal 3 riaprono gli scali e stop quarantene

“Dal 3 giugno non è più prevista la quarantena per i voli domestici”. La decisione della Grecia di chiedere l’autoquarantena di sette giorni ai turisti in arrivo, potrebbe sembrare troppo lunga e difficile da far rispettare. “La proposta di certificazione sanitaria messa da noi in campo – ha spiegato il governatore – richiede un test prima della partenza, basta questo per fare una vacanza in Sardegna, senza alcun bisogno di quarantena”.

Si sta pensando anche di incentivare con un bonus, chi farà il test. Un piccolo voucher, un bonus da spendere in Sardegna. Quindi vacanze in tempo di Covid sì, ma in sicurezza!!