La nuova malattia dei piccoli è l’abuso da schermi

Oltre 50% in più di tempo speso su digital device, la nuova malattia dei più piccoli si chiama “abuso da schermi”.

abuso da schermi

Un fenomeno che sta prendendo piede in maniera decisa negli ultimi mesi e che potrebbe avere effetti enormi nello sviluppo soprattutto dei più piccoli: l’abuso da schermi.

Si parla spesso in questo periodo delle possibili soluzioni per la ripartenze delle scuole da Settembre. Divisori in plexiglass, frequentazione alternata nelle classi, divisioni in gruppi sono alcune delle possibili iniziative. Una ricerca statunitense segnalata da Axios svela un lato nascosto delle conseguenze della pandemia, a causa delle diverse limitazioni di socialità e dello “smart learning” con lezioni in videoconferenza: i bambini hanno aumentato notevolmente il loro tempo trascorso sui digital device (tv, pc, smartphone e tablet) e questo è dovuto in parte agli strumenti di condivisione delle lezioni ma soprattutto dall’isolamento sociale.

Con le scuole chiuse ed i genitori in smart working, i bambini, passano molto più tempo a casa. Non avendo molto da fare, hanno iniziato ad abusare dei digital device. Si stima un incremento del 50% del loro tempo passato davanti ad uno schermo rispetto all’inizio dell’isolamento. Le bambine, secondo la ricerca, sono più interessate alle app come TikTok e a quelle conversazionali. I bambini invecce sono attratti dai giochi online. Questo utilizzo chiarisce la necessità intrinseca: si tratta infatti di forme di socializzazione che permettono un’interazione continua con i propri amici online o con i personaggi delle loro avventure.

Queste nuove abitudini hanno effetti dannosi sullo sviluppo neuro-cognitivo, l’apprendimento, il benessere, la vista, l’udito e le funzioni metaboliche e cardiocircolatorie. Le particolari luci degli schermi hanno conseguenze anche su tempi e qualità del sonno.

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Spingere all’interazione e stimolare la fantasia senza usare il digitale: l’approccio di Lunii “La fabbrica delle storie”.

Un report di PwC (Kids Digital Media Report 2019) rivela come il 40% dei nuovi fruitori di internet fossero bambini dai 6 ai 12 anni. Bisogna considerare di adottare delle soluzioni che tengano impegnati i più piccoli in casa attraverso una componente interattiva sana, che non comprometta il loro sviluppo evolutivo.

Lunii, la startup focalizzata sul cambiare l’approccio al gioco dei bambini, ha creato “La fabbrica delle storie”. Si tratta di un piccolo dispositivo per i piccoli dai tre anni in su, privo di onde elettromagnetiche e schermi, in grado di sviluppare delle vere e proprie favole attraverso tasti multifunzione che consentono di intervenire nello sviluppo narrativo. Il bambino può infatti selezionare l’eroe che preferisce, il secondo protagonista e l’ambientazione, dando il via allo sviluppo della storia. Si possono ascoltare quarantotto favole ottenibili dai diversi incroci narrativi e se ne possono scaricare di nuove tramite l’applicazione smartphone Luniistore. Il dispositivo consente l’interazione di cui i piccoli hanno ormai molto bisogno, stimolandone la fantasia e la creatività. Al contempo non sono costretti a tenere lo sguardo incollato ad uno schermo.

“Lunii rappresenta una soluzione pratica per dare la possibilità ai bambini di utilizzare uno strumento che incentivi la loro creatività evitando l’utilizzo di device digitali. Inoltre garantisce ai genitori, che sono impegnati e stanno vedendo la loro vita rivoluzionarsi con lo smartworking che i loro figli stanno impiegando il l tempo in un’attività non dannosa, che potranno ricordare con simpatia quando tutto questo sarà finito.” spiega Lorenzo Asuni, Marketing Manager di Lunii.

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