Salute psicologica: non è un optional, si curano “persone” e non solo corpi

Angela Quaquero, in una lettera al Presidente della Regione e p.c. agli Assessori Sanità, Lavoro e Pubblica Istruzione: "Chiediamo di essere ai Tavoli Tecnici della ripartenza". Continua fino al 31 maggio il filo diretto quotidiano e gratuito di assistenza psicologica, ai numeri 800197500 e 3791663230, dalle 15:00 alle 19:00.

“Chiediamo alla Regione di  essere chiamati ai tavoli tecnici della ripartenza, chiediamo di essere ascoltati nelle decisioni: è indispensabile garantire la presenza di un numero adeguato di psicologi nei servizi pubblici ai cittadini, che più che mai hanno necessità di adeguato supporto psicologico, per affrontare una ripresa che si presenta molto difficile, sotto tutti i profili”.

È quanto chiesto da Angela Quaquero, Presidente dell’Ordine delle Psicologhe e degli Psicologi della Sardegna, componente dell’Esecutivo Nazionale Ordine degli Psicologi, in una lettera al Presidente della Regione e per conoscenza agli Assessori alla Sanità, al Lavoro e alla Pubblica Istruzione.

L’allarme è stato dato dallo stesso Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi in un documento sottoscritto da David Lazzari, presidente Consiglio Nazionale Ordine Psicologi e Ordine Psicologi Umbria e da tutti i presidenti degli Ordini regionali.

Si denuncia la “dimenticanza” della salute psicologica nell’ultimo decreto del Governo, seriamente messa in pericolo dalla grave emergenza pandemica e dalle sue conseguenze, la cui portata è difficile definire, ma di cui già si intravvede la gravità, anche per i drammatici episodi suicidari che non hanno risparmiato neanche la Sardegna, come riporta purtroppo la cronaca.

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La paura per il futuro, la povertà incombente su fasce sociali prima benestanti, il lungo isolamento, il distanziamento sociale, non solo fisico, l’aggravarsi di patologie psichiche preesistenti, sono ragioni che debbono spingere i responsabili di governo, a partire da quello regionale, a inserire nei programmi per la ricostruzione azioni specifiche per consentire alle cittadine e ai cittadini di poter usufruire dell’assistenza psicologica dispensata dal sistema sanitario pubblico, che nel tempo ha visto ridursi drasticamente la presenza degli psicologi:

Negli ultimi tre anni sono andati in pensione il 25% degli psicologi del SSN senza che siano stati sostituiti. La psicoterapia è quasi scomparsa dal servizio pubblico, e il disagio ottiene solo psicofarmaci come risposta“, come denuncia il documento del CNOP.

A livello regionale sono stati effettuati e previsti nuovi inserimenti di psicologi, ma i servizi pubblici sono ancora molto carenti e di fatto non è agevole per una persona sofferente accedere in tempi brevi a una psicoterapia.

“Con grande generosità e disponibiltà – ha aggiunto Angela Quaquero – le nostre psicologhe e psicologi garantiscono, da due mesi e mezzo, un’assistenza telefonica quotidiana di emergenza, nei diversi servizi attivati, servizi di cui hanno usufruito diverse centinaia di persone, così come è avvenuto nel resto d’Italia; lo stesso Ministero della Salute ha attivato un numero verde di sostegno psicologico, grazie al lavoro solidale di 2mila psicologi”.

Ma, come più volte segnalato, la solidarietà non può bastare, non si può chiedere a professionisti che vivono del proprio lavoro di continuare a farlo a titolo gratuito per un tempo infinito:

“Noi proseguiremo con il nostro filo diretto di assistenza psicologica gratuita fino al 31 maggio – ha aggiunto Angela Quaquero -, andare oltre non avrebbe senso, perché siamo passati ad un’altra fase: nel tempo della ripartenza è importante stare vicino ai traumi che emergono nelle persone che hanno sofferto, ma andare al di là dell’intervento clinico. È necessario che la nostra professione sia impegnata nei servizi dell’impiego per motivare, valorizzare le risorse, ritrovare la fiducia in se stessi e nella scuola, che fra tre mesi dovrà ripartire trovando modalità nuove di educare alla socialità e di far apprendere. È indispensabile un’azione specifica e coordinata a livello regionale che consideri il benessere della persona nell’integrazione delle diverse componenti: fisiche, sociali, economiche. Per questi motivi pensiamo di poter dare un contributo alla ripartenza della Sardegna”.