Quando i treni non fermarono più a Codogno

Buongiorno, ti ringrazio per voler condividere la tua testimonianza con i lettori di sardegnareporter, tramite quest’intervista.

Grazie a te e al giornale.

Porto volentieri a conoscenza dei lettori la mia personale esperienza, per sensibilizzare quelle persone che ancora minimizzano il rischio legato al Covid-19, quelle che ancora oggi tendono a non percepire questa malattia come  subdola e pericolosa. Se la condivisione di quello che ho vissuto  può aiutare in questo  parlo volentieri di questa brutta esperienza, dalla quale, ancora adesso, non ne sono venuta del tutto fuori.

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Hai avuto sintomi gravi?

Si ho avuto la polmonite e problemi di scompenso cardiaco, in una forma molto violenta.

Mi dispiace molto, potresti raccontare com’è andata? Non hai ancora 50 anni.

Già… Tutte cavolate che se sei giovane non hai nulla da temere dal Covid-19.

Non so da cosa possa dipendere, ma se prende male è una brutta bestia.

Alcuni medici dicono che si è protetti maggiormente con alte difese immunitarie e la fortuna di non avere altre patologie

Io penso di avere buone difese immunitarie, sono molto resistente ai malanni di solito, non prendo mai nemmeno l’influenza  o il raffreddore, ma questa bestia è diversa. Consiglio alle persone che vivono in zone dove ci sono pochissimi casi di sfruttare questa loro fortuna, di evitare il contagio come la peste, di usare sempre le mascherine e di rispettare le distanze di sicurezza.

Quindi niente baci e abbracci?

Guarda, io non ho abbracciato o baciato nessuno anche nel periodo precedente al ricovero di Mattia, il primo caso registrato, ma a quanto pare non è bastato, il virus me lo sono ritrovato lo stesso tra capo e collo.

Dove pensi sia avvenuto il contagio?

Abito a Codogno.

La domenica precedente il primo caso, eravamo tutti in piazza a festeggiare i carri di carnevale.

Credo di averlo preso lì, eravamo tutti ammassati per vedere la sfilata dei carri, lo spettacolo degli sbandieratori di Levanto…

Anche in Sardegna abbiamo festeggiato il carnevale, ci è andata bene, evidentemente il virus da noi non circolava, pur con parecchi turisti arrivati dal nord.

Meno male per voi… Qui evidentemente la diffusione era ormai già avanti… Infatti di lì a pochi giorni è successo il finimondo.

Ricordo bene, ne hanno parlato ampiamente i media nazionali. Però son passati due mesi da allora. Hai ancora sintomi?

È andata così.

I primi di marzo ho avuto un leggero raffreddore, un po’ di mal di gola, 37,5 di febbre e uno strano bruciore alla trachea, ma niente di che, tempo una settimana ed è passato tutto.

Il due di aprile sento uno strano peso al petto, senza tosse, senza febbre, senza mal di gola, niente di niente, solo un peso, a tratti, non continuo e nemmeno particolarmente intenso, solo che con i giorni questa volta  non passava… Ho chiamato il medico di famiglia e il 9 mi hanno fatto la radiografia. Avevo una polmonite interstiziale bilaterale.

Mi sono stati assegnati 15 giorni di terapia, grazie alla quale ho avuto un leggero miglioramento. Ero contenta, pensavo stesse passando, ma dopo è iniziata l’aritmia. Ora  sto assumendo il cortisone e l’anticoagulante, mi hanno spiegato che molto probabilmente sono nella fase infiammatoria della malattia, quella che altera i valori della coagulazione. Ora il problema non è più il dolore ai polmoni e le crisi respiratorie ma il fiato corto delle aritmie.

Mi dispiace, sei stata sfortunata, un mio amico di Roma, assieme al figlio, ha avuto solo i sintomi della mancanza di gusto e olfatto. E dopo alcuni tamponi è risultato negativo

Te l’ho detto… È a fortuna… Quello che colpisce e disorienta di questo virus è proprio questo  suo presentarsi in forme, tempi e sintomi molto diversi da persona a persona.  Io, ad esempio, non ho mai avuto febbre o  tosse, nemmeno mancanza di olfatto e gusto, anzi, per me è stato il contrario, percepivo gli odori con una stranissima intensità, sembravo incinta. È questo che mi ha fregato e mi ha fatto perdere una settimana, altrimenti il medico l’avrei chiamato urgentemente già il 2 di aprile, non immaginavo di avere una polmonite senza febbre e senza tosse, non immaginavo di avere il Covid-19.

Viene un leggerissimo mal di gola pochi giorni e stai meglio… Non ti accorgi della gravità fino a quando il virus è nelle prime vie respiratorie, il problema viene dopo se il virus attecchisce, se ciò non avviene  ti senti bene, sei un asintomatico, infettivo per gli altri ma senza danni da coronavirus. Un altro sintomo di cui poco si parla  è la congiuntivite, anche leggera la congiuntivite qui l’hanno avuta tutte le persone alle quali ho chiesto. Anche io ricordo di averla avuta quando il virus è entrato, quando ho avuto la tracheite.

Dovrebbero, secondo me, non solo insistere sulla febbre e sulla tosse  ma anche parlare  di più degli altri sintomi, quelli magari meno comuni, come uno strano peso al petto, senza febbre e senza tosse.

Si avevo letto qualcosa in un giornale online, del racconto di un medico cinese che di notte si era svegliato con questo fortissimo peso al petto, siccome aveva già avuto segnalazioni del genere, ha avvisato subito l’ospedale ed è stato curato immediatamente, prima che degenerasse.

Proprio da un giorno all’altro. Un’altra cosa, non è fisso, sono come piccoli attacchi. È un dolore strano come una morsa al petto che stringe e comprime.

Io ho anche lavorato, parlavo per ore. Tra un attacco e l’altro ti sembra di stare benissimo.

Ad un certo punto ho anche pensato che avessi un’infiammazione per via dei tanti detersivi che stavo usando per pulire casa, pensavo ad una banale irritazione delle vie respiratorie, invece era altro.

Malattia abbastanza subdola

Bastarda…penso di lei  si conosca ancora poco malgrado i passi avanti fatti rispetto all’inizio. Ora almeno si conosce il danno da infiammazione, all’inizio ci si con concentrata  solo ed esclusivamente sul danno polmonare.

Infatti, le linee guida dicevano di non usare gli antinfiammatori, invece la malattia ammazza per tromboembolia

Vero, c’è stata molta disinformazione. Nella mia sfortuna sono stata fortunata ad ammalarmi piuttosto tardi, quando alcuni medici si sono accorti del danno da iperinfiammazione. Qui a febbraio e a marzo c’era solo paura e disperazione. Quando io sono andata in ambulatorio invece stavano già partendo le sperimentazioni con l’Idrossiclorochina e lo Zithromax, il 4 di Aprile è arrivata l’Eparina e il Cortisone. I primi ad ammalarsi sono stati sicuramente più sfortunati di me, l’inferno in terra è stato qui da noi.

Io credo che abbia influito il tempo di diffusione dell’infezione, secondo me era da tempo che girava.Chi l’ha portata magari era un asintomatico e ha girato per settimane. Quando ce ne siamo accorti era già avanti.

Ricordo, si è parlato tanto di questo fatto

Nelle settimane precedenti si stava già morendo a Codogno, ufficialmente per polmoniti che non rispondevano agli antibiotici,  Il tasso di infezione quando Mattia si è ammalato era già altissimo.

Per me all’inizio c’è stata una vergognosa campagna di disinformazione che ha  minimizzato i rischi  dell’epidemia.

A Codogno non dormivamo né di giorno né di notte per le autoambulanze e a Milano, a meno di 50 Km di distanza, si invitava la gente a fare  gli aperitivi sui Navigli.

Era un’apocalisse la prima zona rossa ma fuori niente, non dicevano niente. Minimizzavano anche alcuni politici  e virologi che prendevano la parola in TV, poco più di una banalissima influenza… forti del fatto che l’infezione era indietro nelle altre zone è stato facile farsi credere, ma per noi è stato subito chiara la spaventosa potenza di questa malattia, noi l’abbiamo capito per primi, purtoppo.

Molte persone del nord prima del Lockdown sono scese al sud, come mai il virus non si è esteso anche lì?

Quello che ha salvato il sud è stato proprio il blocco, se non avessero giocato d’anticipo, sarebbe finita inevitabilmente come da noi. Le persone che sono scese al sud, sono state messe in isolamento fiduciario. Evidentemente hanno rispettato le direttive e l’esito è stato positivo, altrimenti sarebbe stato un disastro.

Tu ormai sei in cura, dovresti guarire presto.

Lo spero… A  volte ripenso a quella spensierata domenica con i carri, i bambini mascherati, gli sbandieratori, la lotteria, i coriandoli…

Sembra una vita fa.

Quando tutto era normale, quando tutto era così diverso da oggi.

Passerà anche questo virus

Sicuramente,  saremo costretti a  conviverci, ma alla fine lo si conoscerà sempre di più e ci saranno più cure.

Anche se non credo all’ origine naturale, non vuol dire che  questa bestia  non possa essere sconfitta, è un demone scatenato, ha una potenza spaventosa, ma prima o poi… arriverà il giorno della sua sconfitta.

Tu comunque  sei  l’esempio che si può guarire. Cosa consiglieresti alle persone per cercare di non contagiarsi in prossimità della fase due del 4 maggio?

Trattare ogni persona che incontri come se fosse un portatore asintomatico del virus, usare le protezioni, rispettare la distanza di sicurezza e curare in modo attento l’igiene delle mani, dei vestiti, delle abitazioni.

Certo che facendo cosi, si cambia proprio il modo di vivere, innaturale.

Purtroppo finché non ci sarà un vaccino è questa la realtà. Non possiamo fare altrimenti.

Cosa farai una volta guarita?

Vorrei fare il giro di tutta la Sardegna, non ci sono mai stata, spero di rimettermi in fretta e bene per vederla tutta.

La Sardegna  mi ha da sempre incuriosito, ma non è mai capitata l’occasione di un viaggio. Questa credo sia la volta buona che compro il biglietto.

Sai cosa mi colpisce? I colori della macchia mediterranea, sono bellissimi,  l’intensità del vento e del blu del mare. La Sardegna è così, intensa, unica.

Una meraviglia.

Voglio respirare a pieni polmoni l’aria salmastra e il profumo pungente che arriva dai cespugli di mirto.

Chissà se quest’anno le vacanze ce le faranno fare ognuno nella propria regione, sarebbe davvero un peccato dover rimandare ancora il viaggio, il lago sarebbe davvero poca cosa in confronto.

Grazie per la tua graditissima testimonianza, ti auguro una pronta guarigione e spero riuscirai ad esaudire presto il tuo desiderio. Ancora auguri.

Michele Vacca