Pierantoni: nuovi strumenti per i magistrati

“E’ stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale di ieri, 30 aprile, il decreto Legge n. 28 del 2020. Tra le varie previsioni, alcune mirano a dotare i magistrati di sorveglianza di maggiori strumenti conoscitivi. In tal modo potrebbero esercitare la potestà decisionale loro attribuita con la miglior cognizione possibile di tutti gli elementi valutativi del caso”. E’ quanto afferma in una nota il Portavoce del Movimento 5 Stelle alla Camera, Mario Perantoni.
In particolare, prima di emettere provvedimenti nei confronti di soggetti ritenuti responsabili di gravissimi reati o sottoposti al regime del cosiddetto “carcere duro”, il 41-bis, il giudice richiede il parere del Procuratore della Repubblica o del Procuratore Nazionale Antimafia.

“Si tratta di pareri obbligatori, ma non vincolanti – precisa il deputato in Commissione Giustizia – per cui è assolutamente demagogico e strumentale affermare che con tale provvedimento si scalfisce l’autonomia della Magistratura e dei singoli magistrati.

Anzi, con questa previsione si vuole tutelare ancor di più quell’autonomia e indipendenza, non lasciando i singoli magistrati soli in decisioni di così grande responsabilità, alla gogna di tifoserie disinformate e inaccettabili processi mediatici, ma dotandoli di tutti gli strumenti per prendere tali decisioni nella maniera più oculata e ponderata possibile.

advertisement

Chi afferma che il Governo vuole incidere sulla libertà, autonomia e indipendenza dei giudici, evidentemente ignora la Costituzione, oppure è mosso da disonestà intellettuale o sterile speculazione politica”, conclude il deputato sassarese.