Perché il nuovo DPCM ha rischiato di saltare: cosa è successo tra Stato e Regioni

Accordo raggiunto alle 3.20 del mattino dopo il caos in Conferenza Stato-Regioni. Essenziale la mediazione del ministro Boccia e del presidente Bonaccini.

Nuovo DPCM

Secondo quanto denunciato dal governatore ligure Giovanni Toti, il Dpcm che dovrebbe aprire da lunedì la nuova fase del Paese non corrispondeva all’accordo politico raggiunto in precedenza, e ha rischiato di saltare.

Perché il nuovo DPCM ha rischiato di saltare

In mattinata è arrivata la dichiarazione del presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Stefano Bonaccini, a tagliare corto su ulteriori polemiche. Vediamo cosa è successo.

Nuovo DPCM, cosa è successo nel corso della notte

Dopo la conferenza stampa del premier Conte, le Regioni hanno cominciato a scalpitare. Nel Decreto della Presidenza del Consiglio sarebbero spuntate linee guida diverse da quelle concordate in precedenza.

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“La verità – hanno detto fonti di Governo all’Adnkronos – è che alcuni governatori hanno paura delle responsabilità e volevano più garanzie”. Il riferimento sarebbe a quelli di centrodestra, in particolare Attilio Fontana (Lombardia), Luca Zaia (Veneto), Giovanni Toti (Liguria) e Jole Santelli (Calabria). Quest’ultima, in mattinata, ha detto a SkyTg24 che “le linee guida dell’Inail erano sostanzialmente inapplicabili, con quelle non avrebbe riaperto nulla in Italia”.

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“Ci siamo rimessi a lavorare e abbiamo definito un testo, adottato dalla Conferenza delle Regioni, che metteva delle linee guida comuni, anche per omogeneizzare il territorio, ed è stato un grande risultato”, ha detto Santelli. Adesso i governatori pretendono che le linee guida siano inserite anche nelle premesse e negli allegati del nuovo Dpcm.

Una richiesta portata avanti anche dal presidente Bonaccini, necessaria a evitare contrasti normativi. “Il Governo si è impegnato a richiamare nel testo le linee guida elaborate e proposte dalla Conferenza delle Regioni quale riferimento certo e principale dai cui far discendere i protocolli regionali. Ciò assicurerà, peraltro omogeneità e certezza delle norme in tutto il Paese”.

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Mario D’Angelo
Fonte: www.money