Caso Murtas a Serramanna

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Serramanna. Femminicidio, si apre il caso Murtas. L’uomo tenta di uccidersi, è in fin di vita. Poi l’arresto per l’omicidio della moglie.

Un’altra pagina rosa che si tinge di rosso. Un altro caso di femminicidio, come troppi ne abbiamo sentiti anche durante questa emergenza sanitaria da Covid-19. Da Serramanna un altro capitolo di una sega che sembra non terminare mai. Questa è la storia di Marisa Pireddu, uccisa dal marito Giovanni Murtas.

I fatti

Giovanni Murtas si è scagliato sulla moglie con ferocia e violenza. Questo emerge dalla ricostruzione dei fatti. L’uomo ha pugnalato la moglie almeno quaranta volte, mentre lei tentava di fuggire e proteggersi. In seguito si è accoltellato varie volte al petto, tentando di uccidersi.

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Murtas adesso è ricoverato nel reparto di cardiochirurgia del Brotzu. L’uomo, un altro come tanti dei protagonisti di queste macabre storie. Giovanni Murtas è un falegname disoccupato di 57 anni che ieri pomeriggio ha ucciso la moglie Marisa Pireddu, di 51 anni.

La causa

Il fatto è scaturito da una lite nella loro abitazione in via Turati a Serramanna nel sud della Sardegna. Magari una lite che ha esasperato degli animi non del tutto tranquilli. Ma la vicenda è finita nel modo peggiore. Murtas ha ucciso sua moglie, ma non ha finito se stesso.

L’uomo è stato operato nella notte a causa delle gravi ferite che si è procurato al cuore e ai polmoni. Le sue condizioni sono gravi ed è ancora in pericolo di vita, la prognosi è riservata. Intanto nelle prossime ore sarà formalizzato l’arresto per omicidio. Vite distrutte senza un reale motivo, poiché solo alla morte non vi è soluzione.

L’uomo sembra essere stato multato, nei giorni scorsi, poiché insofferente alle restrizioni previste dall’emergenza sanitaria da Covid-19. Nei giorni precedenti al delitto, l’ex falegname che lavorava a volte come giardiniere a chiamata, era stato multato due volte per aver violato le norme sugli spostamenti.

Entrambe le volte Murtas aveva definito un’eccessiva limitazione della libertà personale le restrizioni adottate. Davanti ad altre persone, aveva urlato che si trattava di un complotto contro l’umanità. E ora la morte della moglie non è una restrizione della libertà? E il fatto di averla uccisa, un chiaro complotto contro di lei?

“La violenza contro le donne è una delle più vergognose violazioni dei diritti umani.” Kofi Annan