Conte ribadisce: “Dal 4 maggio no liberi tutti”. Nuovo decreto in arrivo

In un’intervista rilasciata a la Repubblica, il primo ministro ha intanto ribadito alcuni concetti basilari: la prossima settimana ci saranno degli allentamenti del lockdown, ma non saranno un “liberi tutti”; la scuola riaprirà a settembre e il piano di riapertura sarà nazionale.

In questa delicato momento, a quasi due mesi di blocco delle persone e, soprattutto, delle attività produttive e commerciali, il Paese attende con ansia le nuove regole che scandiranno la vita quotidiana al tempo del coronavirus.

Il decreto dovrebbe arrivare tra ore, massimo all’inizio della settimana, ha affermato il Presidente del Consiglio. Ecco cosa ha annunciato Conte sulla ripartenza del 4 maggio.

Fase due: il calendario per la ripresa delle attività lavorative e commerciali

Conte: “No piena libertà di movimento dal 4 maggio”

Lo ha sottolineato a chiare lettere il Presidente del Consiglio nell’intervista: il 4 maggio non potrà essere il giorno del “liberi tutti”, della piena e totale libertà di movimento per persone.

E questo perché l’allerta coronavirus c’è ancora:

“Non siamo ancora nella condizione di ripristinare una piena libertà di movimento, ma stiamo studiando un allentamento delle attuali, più rigide restrizioni. Faremo in modo di consentire maggiori spostamenti, conservando, però, tutte le garanzie di prevenzione e di contenimento del contagio.”

La prudenza e la gradualità restano le parole chiave di questa delicata Fase 2. Per questo Conte ha anche sottolineato che le critiche avanzate contro il ritardo dell’allentamento non sono fondate: “sarebbe stato irresponsabile” iniziare ad aprire e a cambiare le regole prima di questo momento.

Al massimo entro l’inizio della settimana ci sarà, quindi, il nuovo decreto con tutte le precisazioni sulle regole della Fase 2. Conte ha chiarito che il lavoro che si sta svolgendo è intenso e vede la partecipazione delle due task force di esperti e scienziati.

Poche certezze, al momento, su come potranno avvenire gli assembramenti, sulle reali possibilità di uscita delle singole persone, sulle modalità di utilizzo dei trasporti pubblici, sulle riaperture di chiese e cimiteri, per i quali anche Conte ha nuovamente ammesso che per ora si mantiene la chiusura.

Ma, alla fine: “le decisioni spettano al Governo, e io per primo mi sono sempre assunto e sempre mi assumerò la responsabilità politica delle scelte adottate

Nodo imprese e negozi: Conte anticipa piano riapertura

Lo ha affermato con convinzione il Presidente del Consiglio: la ripartenza delle imprese è fondamentale e un prolungato lockdown produttivo può compromettere in modo troppo grave il tessuto economico-sociale.

Per questo, il piano che entrerà in vigore dal 4 maggio riguarderà la maggior parte delle imprese della manifattura. Intanto:

“potranno riaprire, già la settimana prossima, passando però dal vaglio dei prefetti e con autocertificazione, attività imprenditoriali che consideriamo ’strategiche’ quali: lavorazioni per l’edilizia carceraria, scolastica e per contrastare il dissesto idrogeologico. Come pure le attività produttive e industriali prevalentemente votate all’export.”

L’imperativo resta la massima sicurezza e prevenzione per le condizioni di lavoro e dei trasporti (ancora da chiarire le modalità di ripartenza di quest’ultimo settore).

Turismo e ristorazione: cosa succederà

Conte ha voluto anche ricordare che il 4 maggio non sarà la data di riapertura della ristorazione. Queste le sue parole: “Stiamo pero’ lavorando per consentire ai ristoratori non solo consegne a domicilio ma anche attività a asporto. In ogni caso confidiamo di offrire a tutti gli operatori economici un orizzonte temporale chiaro”.

E per quanto riguarda il futuro del turismo, altro settore cardine dell’Italia e uno dei più colpiti dal lockdown, il Presidente del Consiglio ha soltanto annunciato che il ministro Franceschini sta lavorando su proposte valide che aiutino la ripartenza.

Cosa aspettarsi dal 4 maggio? Conte: “ci saranno ancora regole”

Il Presidente del Consiglio ha ribadito che il decreto tanto atteso sulle regole nuove che entreranno in vigore dal 4 maggio avrà comunque delle limitazioni.

Il piano, infatti, “sarà molto articolato perché conterrà anche una più generale revisione delle regole sul distanziamento sociale. E revisione delle regole, voglio chiarirlo subito, non significa abbandono delle regole”.

Così come è chiaro, e nuovamente sottolineato, che il progetto Fase 2 sarà di portata nazionale, omogeneo sull’intero territorio. Nessuna differenziazione, quindi, tra le regioni. Andare in ordine sparso, secondo Conte, sarebbe pericoloso per la diffusione della ipotetica seconda ondata del virus.

Si attendono, quindi, le prossime ore per conoscere i dettagli del piano in vigore dal 4 maggio. Il nuovo decreto del Presidente del Consiglio dovrebbe essere annunciato davvero a breve.

Violetta Silvestri

Fonte: www.money.it