Chessa; pronti a ripartire col turismo

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Chessa; pronti a ripartire col turismo, ma in sicurezza. Si stanno studiando tutte le specificità dell’isola per valutare riaperture anticipate.

Studiare e riconoscere le specificità della Sardegna per valutare l’anticipo della riapertura delle attività turistiche, artigianali e commerciali. Dopo la questione nata sull’ultimo Dpcm, la Sardegna non ci sta e studia come tornare in campo. Per Gianni Chessa la Fase 2 e l’imminente stagione estiva riusciranno a convivere. Del resto è questo quello che dovremo fare nei prossimi mesi, convivere col virus.

Il fatto

L’assessore Chessa, in un incontro in videoconferenza con i principali player del comparto turistico sardo, ha osservato che:

“Il turismo rappresenta un elemento fondamentale per il nostro sistema economico e la nostra attenzione per favorire la sua ripartenza è massima, anche attraverso specifiche misure e finanziamenti per le imprese del sistema. Siamo concentrati ad analizzare le condizioni che possono consentire la riapertura immediata – in piena sicurezza – delle aziende del comparto turistico, artigianale e commerciale e di tutto l’indotto, per mantenere i livelli occupativi e contrastare gli effetti di questa emergenza sanitaria”.

Misure che non vadano ad affossare l’economia dell’isola in un momento così incerto.

La bellezza Sarda

“La Sardegna possiede specifiche caratteristiche e le legittime aspettative della Regione – rappresentate dal presidente Solinas al Governo – derivano dalla nostra specificità territoriale e dal contenuto impatto sanitario dell’emergenza sull’Isola rispetto ad altre realtà, viste anche le tempestive misure di contenimento da noi adottate”. L’assessore ha rassicurato gli operatori: “tutte le aperture saranno valutate con attenzione e cautela e rappresenteranno il doveroso equilibrio tra la primaria esigenza della tutela della salute pubblica e quella della ripresa della normalità”.

Andare a bloccare il turismo, vorrebbe dire togliere il respiro a migliaia di operatori del settore e attività che vivono solamente di quello. Sicuramente sarà tutto strano e un pò più difficile. Si dovrà investire nel mettere in sicurezza le strutture. Ma la possibilità di restare chiusi e non dare il giusto spazio al turismo è da escludere.