Nuove strategie per contenere l’epidemia del Covid-19 in Sardegna

Ora che nell’Isola sono 442 i pazienti positivi al Covid-19, con 21 nuovi contagiati e 3 decessi solo nelle ultime 24 ore, per un totale di 18 morti e 12 guariti dallo scoppio dell’emergenza, sono state approvate nuove strategie per limitare la diffusione del contagio nella popolazione.

Le nuove strategie del Sindaco di Cagliari

Quella che sicuramente ha fatto più clamore, con numerose proteste sui social, è la “tattica” firmata da Paolo Truzzu, sindaco di Cagliari, che ha tappezzato la città con numerosi manifesti con su scritte frasi “shock” volte a scoraggiare i cittadini dall’uscire di casa qualora non vi sia l’assoluta necessità. Per spiegare la sua decisione, il primo cittadino ha pubblicato una lettera aperta sul suo profilo Facebook:

In questi giorni vi capiterà di vedere sui muri alcuni manifesti 6×3 firmati direttamente da me. Sono messaggi molto forti. Quando l’agenzia di comunicazione mi ha fatto vedere i materiali, sapevo che sarei stato attaccato. Che avrei ricevuto degli insulti. Qualche sepolcro imbiancato, qualche vecchia gloria con il ditino sempre puntato, acide commentatrici e confusi giovanotti con uno strano concetto di democrazia.
“Meno usciamo, prima ne usciamo” è lo slogan ricorrente della campagna di sensibilizzazione contro le passeggiate, le corse e la spesa “inutile”, susseguito da frasi quali “Quando hanno intubato mio padre ho ripensato a quella passeggiata che dovevo evitare” o anche “Quando hanno portato in ospedale mia madre, ho capito che dovevo rinunciare alla corsa” e infine “Quando mio figlio è stato contagiato, ho capito che dovevo rinunciare a quella spesa inutile”.
E, infatti, la reazione del centro-sinistra non si è fatta attendere, scatenando sui social un acceso dibattito tra chi è favorevole e chi invece si oppone fermamente all’iniziativa; chi è contrario scrive: “Chiediamo che il sindaco faccia rimuovere immediatamente i manifesti e si faccia promotore di una campagna informativa istituzionale semplice e diretta. I cittadini hanno bisogno di una comunicazione seria e trasparente, non di terrorismo: la cittadinanza di Cagliari non se lo merita”.  In risposta, chiarisce Truzzu :“ Mi sono chiesto: è più importante il mio consenso o la salute e il futuro dei miei concittadini? Voglio che, passato lo shock iniziale, si possa riflettere” e conclude “Uscire poco o nulla, stare attenti nel fare la spesa, evitare le corsette. Ci sono cose bellissime che non possiamo fare: sono pericolose perché aiutano il contagio e il contagio, lo abbiamo visto, può essere letale per molti di noi. Succede nel Nord Italia, può succedere da noi a Cagliari, se non riflettiamo sull’effetto disastroso che molti dei nostri comportamenti possono avere.

Nonostante infatti l’ennesimo giro di vite sulle uscite e l’inasprimento delle sanzioni posto con l’ultima ordinanza, le analisi dei flussi del traffico riportano che sono ancora in molti, troppi per l’Unità di Crisi della regione, i sardi che si muovono senza giustificazione.

Droni e App tele-mediche contro il Coronavirus

Seguendo l’esempio cinese, l’Ente Nazionale dell’Aviazione Civile ha dato l’OK agli agenti della polizia locale per il pilotaggio di droni che controllino i percorsi dei cittadini in tempo reale con l’obiettivo di evitare gli assembramenti. Così come a Sassari, anche a Cagliari i droni sorvoleranno i quartieri e le zone difficilmente raggiungibili con cadenza quotidiana, fino a quando l’emergenza Coronavirus non sarà cessata. Italdron Academy Base Sardegna collaborerà a titolo gratuito con il comando della polizia locale di Cagliari.

Il drone, che ha in dotazione altoparlante, termocamera e camera, può inoltre registrare eventuali richieste di soccorso per un autonomia in volo di circa due ore; può essere utilizzato per operazioni sia diurne che notturne. Secondo il protocollo, il riconoscimento facciale si attiverà qualora si configurasse una violazione dei decreti in vigore, con il drone che scenderà di quota per procedere all’identificazione del trasgressore.

Inoltre, con l’intento di controllare a distanza l’andamento dei contagi, in combinazione con queste strategie, la Regione si avvarrà dell’ausilio di braccialetti elettronici per rilevare i parametri dei pazienti positivi asintomatici. Sulla falsariga dell’app, che monitorava le quarantene dei pazienti sbarcati sull’Isola nelle prime fasi dell’epidemia, il dispositivo potrà fornire ai tecnici specializzati i dati del paziente che ancora non manifesta i sintomi del virus: dalla misurazione della temperatura corporea ai parametri cardiaci, fino alla saturazione dell’ossigeno.

Per gli esperti la tele-medicina sarà dunque uno strumento fondamentale per contrastare l’avanzata del virus con un significativo aumento della percentuale di diagnosi esatte, poiché, incrociando questi dati, i medici potranno capire se quel paziente, che sia in isolamento domiciliare o asintomatico, necessiti o meno di una ospedalizzazione precoce a seconda dell’andamento del proprio quadro clinico. La Regione, avendo ordinato una prima partita di circa 2.000 dispositivi, li metterà a disposizione dell’Unità di Crisi entro la prossima settimana.

Manifesti per la sensibilizzazione in strada e sui social, dispositivi di tele-medicina per il monitoraggio dei pazienti a casa mentre, sopra le città, le riprese aeree dei droni identificheranno i trasgressori dei decreti vigenti: saranno queste le strategie che si riveleranno vincenti contro il Covid-19?

Mauro Zuddas

Fonte: Ansa Sardegna