Il Popolo della Famiglia, Adinolfi: cattolici, usciamo dalle catacombe anche in Sardegna

PdF in crescita intercetta voto cristiano in uscita da M5S” Mario Adinolfi, presidente del Popolo della Famiglia, commenta così il risultato elettorale delle suppletive di Roma: “Questo test nella Capitale offre una serie di chiavi di lettura importanti anche per le elezioni amministrative in programma, a giugno, in Sardegna.

Trionfa Gualtieri e vengono battute male, con oltre 36 punti di distacco, le destre che nel 2018 ne pativano appena 11 essendosi presentate con un candidato moderato (l’ex Dc Luciano Ciocchetti). Puntare su un ex finiano addirittura già assessore al bilancio della giunta Alemanno è stato un grave errore di Giorgia Meloni, che sconta la sua difficoltà di selezionare classe dirigente che non provenga dal reducismo targato Msi-An.

C’è poi la dissoluzione del M5S che, come in Emilia Romagna, non arriva al 5 pur essendo al governo del Paese e di Roma. Una definitiva bocciatura per Luigi Di Maio e Virginia Raggi. Qui veniamo al Popolo della Famiglia che è l’unica lista non di sinistra a crescere nettamente, raddoppiando la percentuale rispetto alle politiche del 2018 e addirittura triplicandola rispetto alle europee. Abbiamo intercettato certamente voti di cristiani in uscita dal M5S e ci sentiamo di rivolgere un appello ai cattolici: usciamo dalle catacombe della politica e torniamo a lavorare a un protagonismo di ispirazione cristiana, secondo la lezione popolare e cristiana.

Questo 1.32% raccolto nella più difficile campagna elettorale della storia per le condizioni in cui ci siamo trovati a farla, dà consistenza al lavoro di un Popolo della Famiglia che certo ora non si sente subalterno al 3% di Renzi o al 2% immaginario di Calenda, per citare due attori che si muovono al centro. I nostri sono voti veri, depositati nelle urne. E sono semi che preparano un più ingente raccolto”.