Emergenza Coronavirus: le misure emesse da Mons. Gian Franco Saba

In particolare, oltre alle misure minime dettate dalla buona pratica, il Vescovo Gian Franco ha voluto estendere anche a ulteriori casi specifici le modalità di rispetto delle stesse, richiamando soprattutto alla disciplina interiore della carità, sia nei confronti di chi è provato fisicamente o psicologicamente dall’emergenza in corso, sia nei riguardi di chi con tenacia e coraggio si trova esposto in ambito sanitario ed ecclesiale a situazioni più a rischio.

Le misure emesse da Mons. Gian Franco Saba

Riportiamo di seguito sinteticamente i punti sviluppati nel Decreto:

  • la celebrazione della Messa resta invariata sia nei giorni festivi sia in quelli feriali, come anche i momenti di preghiera caratteristici del tempo quaresimale, nel rispetto delle indicazioni precauzionali ribadite dalla CEI (Via Crucis, liturgie penitenziali, adorazioni eucaristiche);
  • l’acqua benedetta viene tolta dalle acquasantiere in tutte le chiese e cappelle aperte al culto;
  • prima delle celebrazioni, i sacerdoti si attengano scrupolosamente alle regole igienico-sanitarie impartite dalle Autorità sanitarie e abbiano cura di fornire ai fedeli le opportune indicazioni precauzionali per evitare forme di contagio;
  • nella preghiera universale un’intenzione sarà dedicata alla richiesta del dono della guarigione ai malati, della consolazione a chi è nel dolore, e della sapienza agli operatori sanitari e ai responsabili del bene comune;
  • la Comunione sarà ricevuta solo sulle mani;
  • durante lo scambio di pace si omette la stretta di mano in favore di un altro segno di reciproca attenzione;
  • per il Sacramento della Riconciliazione non si utilizzi il confessionale chiuso, ma si celebri in un altro spazio riservato e riconoscibile;
  • sono sospese le attività parrocchiali come il catechismo, le attività di oratorio, gli incontri di associazioni e movimenti, e tutte le altre attività pubbliche (convegni, conferenze, corsi, attività didattiche e formative etc.). Le uniche attività diocesane consentite sono riportate nell’Agenda pubblicata dal Centro Pastorale;
  • le realtà diocesane che quotidianamente garantiscono servizi di cura e assistenza alle persone, non tralascino l’esercizio della carità, della prossimità degli uni verso gli altri, anzi, vivano come tempo di carità quaresimale tutte quelle forme di vicinanza e di servizio. Gli operatori pastorali ricorrano alla «fantasia della carità» per venire incontro ai disagi psicologici, spirituali e materiali che l’attuale situazione può comportare soprattutto per alcune persone;
  • si raccomanda agli Operatori delle strutture di assistenza caritatevole (mense Caritas e parrocchiali, dormitori, centri di ascolto, etc.) di garantire l’osservanza delle misure igienico-sanitarie stabilite dalle Autorità Sanitarie;
  • durante le azioni liturgiche e nella cura pastorale si provveda di assicurare quei fedeli che per opportunità precauzionali non potranno unirsi all’Eucaristia a vivere in unione spirituale, in spirito di offerta e di sacrificio gradito a Dio, il dolore per non poter partecipare al Convito eucaristico;
  • si raccomanda che in occasione della liturgia delle esequie siano evitati abbracci e strette di mano: il cordoglio e la vicinanza siano espresse mediante parole di conforto e consolazione;
  • i Presbiteri che riscontrassero difficoltà ad applicare nei luoghi di culto loro affidati le indicazioni precauzionali, indicate nel Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri e richiamate dalle Conferenze episcopali e contenute nel presente Decreto, prendano immediato contatto con il Vicario Generale ed il Vicario per la Pastorale.