Coronavirus: chiusura delle scuole, lavoratori del mondo della scuola a casa senza stipendio

La necessaria misura adottata dal Governo di chiusura delle scuole avrà ricadute anche su tutti quei lavoratori che lavorano all’interno degli istituti scolastici o nei centri di aggregazione per bambini e anziani e che sono assunti da cooperative sociali: educatori, gestori di servizi ausiliari come mense e pulizie, lavoratori delle ludoteche, centri per gli anziani, centri di aggregazione. Siamo a conoscenza del fatto che le sigle sindacali e le associazioni di categoria interessate si stanno già muovendo per attivare delle misure urgenti a sostegno dei lavoratori interessati dal provvedimento di chiusura delle scuole e che intendono avvalersi dell’erogazione dell’assegno ordinario del Fondo di Integrazione Salariale (FIS) con causale “sospensione o riduzione dell’attività per ordine di pubblica autorità”.
Tuttavia, qualora non fosse possibile percorrere questa strada, chiediamo alla Regione che vengano previste delle misure di sostegno anche per questi lavoratori che, sicuramente, non lavoreranno e non percepiranno un compenso fino al 15 marzo ma che corrono il rischio, nel caso in cui la misura fosse prorogata, di restare a casa fino ai primi di aprile.

Questo l’intervento del Consigliere regionale del M5S, Michele Ciusa, per la tutela dei lavoratori delle cooperative sociali che operano nel mondo della scuola e dei centri di aggregazione, come le ludoteche e i centri anziani.

In questo periodo difficile per tutti, deve prevalere il senso di responsabilità e di unità, senza sollevare alcuna polemica, chiedo pertanto che la Regione Sardegna, parimenti a quanto previsto ieri per le imprese del settore turistico-alberghiero, includa una forma di sostegno anche per questi lavoratori che subiranno una notevole perdita economica.