Boraginaceae sarde come importanti fonti di omega-6 e omega-3: lo studio

Torniamo a parlare di piante spontanee della Sardegna grazie a una ricerca, pubblicata su Food Chemistry, che ha messo in luce l'abbondanza di grassi buoni nelle Boraginaceae sarde. Tutti i dettagli nell'articolo.

Che le piante sarde riservino tante soddisfazioni è ormai assodato e più volte, in questo giornale, abbiamo scritto di studi che le hanno viste protagoniste. E anche quello di oggi, sulle Boraginaceae sarde, non fa eccezione!

Prima di addentrarci nei dettagli della ricerca, tuttavia, apriamo una piccola parentesi per conoscere queste piante e la loro importanza in fitoterapia.

Cosa sono le Boraginaceae?

Le Boraginaceae sono una famiglia di erbe, ampiamente diffuse nel bacino del Mediterraneo, i cui semi contengono un olio ricco di grassi polinsaturi – PUFA – benefici per la salute.

La Borago officinalis, più semplicemente nota come borragine, è la specie più importante della famiglia. Il suo olio contiene il 21-23 % di GLA, l’acido-γ-linolenico, un grasso omega-6 che lenisce e ripara la barriera cutanea.

Boraginaceae sarde
Borago officinalis. Crediti: Wikipedia

Oltre a essa, però, nella nostra Isola, crescono spontaneamente altre specie di cui non si conosce la composizione, tantomeno le potenzialità per la salute.

Pertanto, un gruppo di ricerca dell’Università di Almeria ha analizzato gli oli estratti dai semi di alcune Boraginaceae sarde. Vediamo cos’hanno scoperto!

Cosa è emerso dalla ricerca sulle Boraginaceae sarde?

Dalle analisi è emerso che due endemiti sardi, cioè due specie che crescono solo in Sardegna, contenevano più GLA della B. officinalis (16,2-19,2 %), che cresce nello stesso ecosistema ma non è esclusiva della nostra Isola.

Le specie endemiche erano:

  • Borago morisiana, raccolta a Laconi (OR), che ne conteneva il 24,6 %;

Boraginaceae sarde
Borago morisiana. Crediti: sardegnaflora.it

  • Borago pygmaea, raccolta a Gairo (NU), che ne conteneva il 22,9 %.

Boraginaceae sarde
Borago pygmaea. Crediti: sardegnaflora.it

Un altro membro delle Boraginaceae – l’Echium plantagineum invece era ricco di SDA (acido stearidonico), un omega-3 importante per la salute degli occhi, di cuore e cervello.

Boraginaceae sarde
Echium plantagineum. Crediti: actaplantarum.org

Le percentuali ammontavano al 15 % ed erano pertanto superiori a quelle di B. arvensis (14 %), l’unica specie in cui è presente in quantità significative.

Prospettive per il futuro

Lo studio ha messo in luce, quindi, la possibilità di sfruttare le Boraginaceae sarde per ottenere integratori, destinati alle persone che, carenti dell’enzima Δ6-desaturasi, non riescono a produrre quantità sufficienti di GLA/SDA e, di conseguenza, sono predisposte allo sviluppo di svariate malattie.

Diversi studi, infatti, mostrano un’associazione tra deficit di GLA/SDA e:

  • dermatite atopica (una malattia infiammatoria della pelle), perché il GLA controlla l’infiammazione e mantiene integra la barriera cutanea;
  • calo della vista e delle funzioni cognitive, perché l’SDA è precursore del DHA, un omega-3 presente nella retina e nel cervello;
  • ipertensione, ipertrigliceridemia e trombosi, perché l’SDA è precursore dell’EPA, un omega-3 che controlla pressione, assetto lipidico e piastrine.

Per l’abbondanza di omega-6 e omega-3, oltre per il fatto che B. morisiana è a rischio di estinzione, ci auguriamo che le autorità ambientali preservino le Boraginaceae sarde, favorendone la coltivazione e la selezione agronomica.

Speriamo che ciò possa accadere al più presto!

Jessica Zanza

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