Millennials, rivoluzione in A: la Juve l’eccezione. In Sardegna brillano Ciocci, Ladinetti e Gagliano

Qualcosa è cambiato, forse da quella fredda notte di novembre, quando il calcio italiano viveva la più triste pagina di sport degli ultimi 50 anni: l’eliminazione dai Mondiali per mano della Svezia a San Siro, un mondo del calcio sconvolto da un qualcosa che nessuno pensava dipoter mai vivere.

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Da quella notte, tante cose sono cambiate, in meglio per fortuna. Il made in Italy è tornato a splendere, sia a livello di Nazionale col nuovo ciclo aperto da Mancini, che per quanto concerne le scelte dei club che sono tornate a guardarsi dentro più che attorno, pescando dai propri vivai per ritrovare quel talento nostrano che di certo non era sparito senza motivazione.

Si è tornati ad avere coraggio per puntare sui giovani ed anche giovanissimi, come dimostra un attento studio bwin sui Millennials del calcio italiano. Sono sempre di più le società che oggi puntano su ragazzi di belle speranze appena maggiorenni ma capaci di prendersi sulle spalle quelle responsabilità che nel recente passato facevano paura, più a dirigenti e allenatori che ai giocatori stessi. All’improvviso abbiamo scoperto di avere una delle generazioni future più forti di sempre, ogni reparto pullula di talenti cristallini ed anche i top club sembrano credere seriamente al progetto giovani.

Ovviamente le eccezioni non mancano e sono anche piuttosto palesi, rappresentate proprio da chi comanda i campionati italiani di Serie a e B. La Juventus ed il Benevento sono infatti le squadre più anziane in assoluto per quanto concerne i rispettivi campionati: non solo, il torneo cadetto presenta solamente 2 dei 20 migliori millennials d’Europa, secondo una classifica stilata di recente.

Millennials, rivoluzione in A

Allargando gli orizzonti alla Serie A, troviamo davvero tanti giocatori nati all’alba  del nuovo millennio capaci di ergersi a protagonisti del nostro calcio: a partire da Tonali, il nuovo Pirlo, d cui un gran bene già si diceva lo scorso anno in B. Il Verona ha fatto conoscere al mondo Kumbulla, centrale di splendide speranze su cui aleggiano gli interessi forti di Napoli ed Inter. Nerazzurri che da mesi sfoggiano in vetrina niente meno che un 2002, diventato il più giovane nella storia a segnare un gol in campionato a San Siro: Sebastiano Esposito, già debuttante in Champions League.

Il Sassuolo si dimostra sempre in prima linea quando si tratta di puntare sui giovanissimi, come il centrocampista Traoré, o la stessa Fiorentina che gode della squadra per età media più giovane in assoluto nel nostro campionato e che ha in Vlahovic la punta di diamante per i prossimi anni.

Anche il Cagliari, grande rivelazione di quest’anno, vanta tra le proprie fila non solo giovanissimi ragazzi di ottime speranze, ma anche nati in terra sarda: è il caso di del portiere classe 2002 Ciocci, del centrocampista Ladinetti classe 2000 e dell’attaccante Gagliano, nativo di Alghero.

In Europa padrone assoluto della speciale classifica è il Borussia Dortmund con due pezzi da 90 destinati a riempire cospicuamente le casse dei gialloneri: Haaland e Sancho.

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