Michele Ennas (Lega): sull’area marina protetta di Carloforte serve trasparenza, chiarezza e un percorso condiviso con la popolazione.

La LEGA interviene nel dibattito sull’area marina protetta di Carloforte. Lo fa attraverso il consigliere regionale Michele Ennas, rappresentante del Sulcis-Iglesiente:

 

“A seguito della comunicazione fatta a inizio Gennaio dal Ministero dell’Ambiente relativa all’avvio del percorso di istituzione dell’area Marina Protetta, abbiamo ricevuto numerose segnalazioni da residenti e operatori economici dell’Isola di San Pietro che, ancorché favorevoli allo sviluppo dell’isola nell’ottica della tutela ambientale, nutrono una forte preoccupazione per le limitazioni che l’istituzione dell’AMP potrebbe portare”.

Il Ministero ha incontrato il Sindaco di Carloforte in data 12 Febbraio. “Premesso che la tutela del mare e del territorio è un nostro cavallo di battaglia, un provvedimento di questo tipo non può essere calato dall’alto da un Ministero che non conosce le esigenze locali. Deve invece prevedere il coinvolgimento di popolazione e di tutti i soggetti interessati, i quali, qualora venisse istituita un Area Marina Protetta, sarebbero soggetti a dei vincoli, in alcune casi molto restrittivi.

Non si è contrari a prescindere” prosegue il consigliere regionale Ennas” Ma c’è troppa poco informazione e sono emersi pareri che attribuiscono all’AMP dei ruoli e delle potenzialità che potrebbe non avere come, ad esempio, il fatto che all’istituzione dell’AMP corrisponda un aumento del turismo o che aumentino le opportunità per i pescatori locali.

Non esistono dati certi. Non risulta siano disponibili documenti in cui sono definite le zone. Lo stesso stanziamento di risorse finanziarie che è positivo e può portare inizialmente ricadute economiche alle aree interessate (ferma restando la necessità di discutere della gestione stessa di tali finanze che deve essere funzionale allo scopo), deve essere accompagnato da un mantenimento finanziario della AMP stessa con costi di gestione da coprire.

Se non vi sarà una certezza del mantenimento e dunque garanzia nel tempo dei controlli, si rischia di ottenere dopo un certo periodo l’effetto opposto, cioè una finta protezione e dunque un area preda di chi vuole approfittare del nostro mare e delle risorse perché nel frattempo gli i pescatori locali regolari e gli operatori della nautica potrebbero essere spariti. Anche nel recente rapporto del WWF si evidenzia che delle coste sotto AMP solo una piccola parte gode di una tutela efficiente”.

La Sardegna è la prima regione di Italia per numero di AMP includendo le due previste di Spartivento e Isola di San Pietro. Come per altri strumenti di gestione del territorio, il coinvolgimento della popolazione è basilare. “Ci si chiede se questo sia modello di gestione sia quello giusto per un’isola come quella di Carloforte.

L’area marina protetta può diventare un opportunità ma occorre che il percorso sia chiaro e definito. Il ministero probabilmente preme per l’istituzione ma basta vedere quanto sta succedendo nel Sinis e in altre aree che hanno l’AMP, dove oggi ci si accorge degli effetti che un modello di questo tipo può creare. Non dobbiamo escludere che la gestione delle coste Sarde possa essere frutto di progetti regionali. Un esempio di buona gestione potrebbe essere il modello corso che prevede piccole zone di tutela facilmente controllabili con costi di gestione bassi”.

Prosegue il consigliere regionale: “Chi accetta l’AMP deve essere consapevole che una volta istituita non si può tornare indietro. Per questo i cittadini devono essere totalmente informati sia per elaborare la decisione finale, sia per i futuri regolamenti. Positivo che l’amministrazione comunale, benché avesse espresso per iscritto al ministero positività e disponibilità all’istituzione dell’AMP, abbia ora chiesto la sospensione della procedura in corso che è assolutamente necessaria anche alla luce delle preoccupazioni emerse nell’isola in questi giorni.

Una decisione di questo tipo non può essere calata dall’alto senza dare la possibilità di conoscere e di esprimersi ai cittadini. E non si tratta di mettere d’accordo PRO-AMP con NO -AMP, ma di garantire un percorso serio, con tutte le informazioni a disposizione, trasparente e condiviso”.

Nell’iter di istituzione è coinvolta anche la Regione che è stata invitata all’incontro del 12 Febbraio. “Sull’AMP di Carloforte non mi risulta ci sia stato confronto con l’attuale governo regionale. E’ evidente che l’elaborazione di un percorso condiviso Comune, Regione, Ministero è indispensabile e necessaria” conclude il consigliere Regionale.