Maria Grazia Loddo: l’Ambasciatrice della bellezza per la Sardegna nel Mediterraneo

Il riconoscimento darà modo a Maria Grazia Loddo di partecipare agli eventi internazionali che verranno organizzati nel bacino del Mediterraneo con particolare riferimento al settore della moda e dello spettacolo.

Mentre le finalità principali sono prettamente imprenditoriali con un progetto di cooperazione tra l’Europa del sud e il Nord Africa con la creazione di infrastrutture, progetti nelle aree portuali e investimenti industriali e minerari.

Ma chi è Maria Grazia Loddo?

Maria Grazia Loddo, nuorese classe 1977, con un diploma di geometra nel cassetto, è modella curvy e, da poco tempo, una “Suicide Hopeful Girl”.

Quando 13 anni fa feci i miei primi tatuaggi – oggi mi confessa di averne 17 su tutto il corpo – ero già al corrente del fatto che sarei stata tagliata fuori dal giro delle modelle classiche. Niente più sfilate, abiti da sposa o alta moda e, per me che sono sempre stata un maschiaccio, la cosa non mi pesò più di tanto. Iniziai a posare come alternative model e scoprii le Suicidegirls. Mi si aprii un mondo incredibile, fatto di tutto quello che avevo sempre desiderato, libertà e condivisione. Ma, la cosa non era assolutamente agevole, anzi per me totalmente impossibile per vari aspetti. Accantonai l’idea per un bel po’ di anni, anche se in tanti mi dicevano di provare ugualmente. Quindi ripresi in mano il progetto e ci lavorai per 3 lunghi anni. Finché a dicembre dello scorso anno, durante uno dei miei numerosi viaggi, partecipai a uno shooting a Verona con Roberto Girardi, noto fotografo, che già aveva immortalato diverse alternative model. Un’emozione infinita, ma anche tanta paura di non farcela. Invece, dopo qualche mese, il set è stato accettato.

Chi sono le Suicide Girls?

SuicideGirls è un sito web che propone fotografie softcore e profili testuali di ragazze di stile dark, punk, indie ed altri alternativi in generale (nonostante si rifacciano spesso anche a stili che richiamano ai modelli di pin-up anni quaranta e cinquanta), note come “Suicide Girls”.

Il sito funziona anche come una comunità virtuale con profili utenti, gruppi tematici e forum di discussione, e propone inoltre interviste a importanti personaggi della cultura popolare e alternativa. L’accesso alla maggior parte del sito richiede un’iscrizione a pagamento.

Oggi si contano 6 milioni di abbonati ed estimatori in tutto il mondo. Entrare a far parte di questo universo è molto difficile per via delle rigide regole alle quali bisogna sottostare, regole che vanno dai parametri del set, alla location, alla qualità della modella.

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Maria Grazia ha cominciato a fare la modella nel 1994.

Cominciai per gioco, anche se è stato il mio sogno fin da bambina.

E da lì il percorso non è stato tutto in discesa.

Fu una psico-tragedia. La richiesta era solo per modelle magrissime, filiformi. Io tipica mediterranea, seno abbondante e fianchi prominenti, non trovavo spazio per niente. Stavo per cadere nella ragnatela dell’anoressia. Saltavo pasti per giorni, mi distruggevo con l’attività fisica, ma non ottenevo nessun risultato: mi vedevo sempre troppo grassa e fuori luogo. Un giorno, senza tante speranze, partecipai a un concorso fotografico. Lo vinsi agevolmente. Ricevetti un sacco di complimenti da parte di fotografi e addetti al settore, che mi misero al corrente della nuova tendenza del settore: quello delle modelle curvy. Per me fu una sorpresa e una nuova possibilità. Iniziai a posare in modo convulso per seminari di nudo artistico, workshop e shooting, facendo risaltare le mie rotondità e il mio essere pienamente sarda. Tutto un altro mondo! Ora sono anni che lavoro intensamente per promuovere un’idea di modella sana, che abbina l’alimentazione allo sport, ma che non ha paura di mostrare il suo essere femmina e donna, le sue curve e qualche forma in più! E devo dire che ci sto riuscendo bene perché ho tante richieste. Sto cercando di mettercela tutta per diventare un esempio per le ragazze che non si sentono a proprio agio con il proprio corpo, e spesso cadono nella trappola dei disturbi alimentari.

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C’è uno slogan che è diventato l’input di molte giovani donne che vogliono entrare a far parte del mondo della moda: “la magrezza è la base della bellezza”.

Per tutte è stato lo slogan che ti seguiva da quando aprivi gli occhi la mattina a quando li chiudevi la sera. Inventavi un sacco di scuse per evitare di mangiare. Finchè non tocchi il fondo e non ti accorgi che sei talmente debole da non reggere più nemmeno una passeggiata con le amiche. Onestamente credo che ormai e fortunatamente sia uno slogan che non serva più, non trova più terreno fertile se non sulle poche ragazze che ancora adorano la magrezza estrema. Il segreto è l’accettarsi cosi come si è, migliorare il proprio aspetto curando il look, creandosi uno stile adatto alla propria morfologia,

Maria Grazia è anche imprenditrice, avendo aperto il “Destra3”, un lounge bar a Nuoro e un’agenzia di modelle ed eventi (sempre Destra3) con particolare predilezione per manifestazioni motoristiche come il rally, la sua passione più grande.

Massimiliano Perlato