Mafia, arrestato Giuseppe Costa, il fratello della vedova Schifani

Sanremo. Tra gli otto arrestati nell’operazione della Dia di Palermo, anche Giuseppe Costa, 53 anni fratello di Rosaria, la vedova dell’agente ucciso nella strage di Capaci

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Io vi perdono ma voi dovete inginocchiarvi!”. Siamo nel maggio del 1992 nella Cattedrale di Palermo e queste parole riecheggiano disperate tra la folla. Una donna in lacrime si rivolge ai mafiosi che hanno appena ucciso suo marito …”se avete il coraggio di cambiare…ma loro non cambiano!”

Ricordiamo tutti le parole di Rosaria, vedova di Vito Schifani, uno dei tre agenti morti nell’efferato attentato di Capaci, con il Magistrato Giovanni Falcone e sua moglie Francesca Morvillo. Sono frasi piene di dignità, che ancora oggi ci fanno accapponare la pelle e ci riportano, istantaneamente indietro nel tempo, per ripercorrere una delle pagine più drammatiche della storia italiana.

Sono passati 28 anni e niente è cambiato davvero, l’inchiesta della Dia di Palermo ha portato all’arresto di otto persone per associazione mafiosa, fra le quali c’è anche Giuseppe Costa, fratello della vedova Schifani.

L’uomo, ufficialmente imbianchino disoccupato, sarebbe affiliato alla famiglia mafiosa di Vergine Maria. Avrebbe gestito le estorsioni minacciando le vittime e costringendole a pagare le “tasse” per conto della Cosca. Completamente in balia di quelle dinamiche, assicurava inoltre, il sostentamento ai parenti dei mafiosi in carcere. Assolveva ai suoi compiti in maniera esemplare, Giuseppe Costa, indisturbato e senza rimorso alcuno, ma due anni di intercettazioni l’avrebbero comunque inchiodato alle sue responsabilità.

Costa da anni non aveva più contatti con la sorella Rosaria, dalla quale aveva preso le distanze subito dopo la strage di Capaci, dimostrando una spietata indifferenza per il suo lutto che poi era quello di un intero paese. A prendere le distanze da lui ora sono sua sorella e anche suo nipote, diventato capitano della Guardia di Finanza. Colpiti ancora una volta dalla mafia, non rinunceranno mai all’impegno di combattere per la legalità, allontanando per sempre perfino un membro della propria famiglia, se quest’ultimo si rende colpevole di appartenere ad un’organizzazione criminale.

Nella strage di Capaci hanno perso la vita il magistrato Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. Sono state ferite 23 persone tra le quali gli agenti Paolo Capuzza, Angelo Corbo, Gaspare Cervello e l’autista Giuseppe Costanza.

Vite spezzate, famiglie devastate e figli cresciuti senza gli abbracci, i sorrisi e le pacche sulle spalle del loro papà.

Persone uccise, saltate in aria su una montagna di tritolo, menzogne, inganni, tranelli, questa è la mafia. Quando si parla dell’Italia in tutto il mondo si pensa per prima cosa alla mafia, poi alla pizza, alla moda, alla pastasciutta, deve pur esserci un modo per eliminare quel termine che fa così tanta paura dai vocabolari dei paesi di tutto il mondo, o forse no?

La mafia sono loro, certo i cattivi, quelli senza scrupoli…ma siamo anche noi, quando non urliamo abbastanza forte la parola BASTA!

“La mafia è un fenomeno umano e come tutti i fenomeni umani ha un principio, una sua evoluzione e avrà quindi anche una fine. Spero solo che la fine della mafia non coincida con la fine dell’uomo”   Giovanni Falcone

 

Sabrina Cau

 

 

 

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