Latte ovino, le considerazioni di Tore Piana del Centro Studi Agricoli (CSA)

Ad oggi, nessun risultato. Le uniche riforme messe in campo sono quelle adottate dal Consorzio del Pecorino Romano, che ha predisposto ma non è riuscito a far approvare un nuovo piano dell’offerta e una modifica del disciplinare sulla produzione del Pecorino Romano DOP. Poca cosa. Ma vediamo le criticità che, come Centro Studi Agricoli (CSA), intendiamo evidenziare.

  1. Interlocuzioni con l’Assessore All’Agricoltura Murgia: da mesi abbiamo chiesto con numerose mail e telefonate un incontro con l’assessore Murgia per far conoscere le nostre idee e proposte. Ad oggi nessun incontro.
  2. In base a quanto riferito dai diversi organi di stampa, in Sardegna – a seguito della protesta sul prezzo del latte dello scorso febbraio – sono state indagate oltre 1.000 persone. Non ci chiediamo se sia giusto o sbagliato, ma sicuramente più di 1.000 persone indagate sono tantissime e la politica dovrebbe porsi delle domande. Come CSA chiediamo al Presidente della Regione d’incontrare il Ministro degli Interni per trovare una soluzione.
  3. La stagione produttiva del latte ovino 2019/2020 doveva essere improntata alla massima trasparenza sia sulle produzioni (misura prevista dal Decreto Ministeriale), sia sulle giacenze del Pecorino Romano DOP (anche questa misura prevista nel Decreto Legge). Ad oggi, tuttavia, non conosciamo né le giacenze né le produzioni del Pecorino Romano DOP, dal momento che il Consorzio non ha diffuso i dati mese per mese né del formaggio, né del latte da cui viene ottenuto.
  4. Oilos. In Sardegna, per anni, abbiamo sostenuto che l’unico organismo abilitato a calmierare e trovare soluzioni, su tutta la filiera del latte ovino, fosse l’organismo interprofessionale di filiera previsto dai regolamenti UE e nazionali. Ebbene, a distanza di due anni, quest’organismo non funziona. Perché? Come CSA abbiamo offerto, diversi mesi fa, la nostra assistenza gratuita mettendo a disposizione locali e mezzi informatici e agronomi. Ma ancora nessuna risposta ci è pervenuta.
  5. Bando indigenti. Doveva partire immediatamente, già dallo scorso anno, per consentire uno svuotamento delle giacenze e fare immediatamente salire il prezzo del latte di pecora. Ad oggi, del bando indigenti messo in atto dal Ministero con circa 14 milioni, si conoscono solo le farraginose e lente procedure burocratiche.
  6. Ruolo della Regione sulla filiera del Latte di Pecora. Sinceramente, in tutti questi mesi, è sembrato che non vi fosse alcun problema sulla filiera del latte ovino perché, ad oggi, non risultano proposte da parte dell’Assessorato regionale all’Agricoltura e neppure la riforma dell’agro-pastorale. Attendiamo con speranza il tavolo convocato dall’Assessore il 13 febbraio a Cagliari per conoscere, a distanza di un anno, quali proposte metterà in campo.
  7. Situazione attuale sul prezzo del latte. Oggi sembra che vi sia una certa normalizzazione sul prezzo, con degli acconti che variano dai 0,80 ai 0,85 euro al litro e con il prezzo che si avvicina a 0,90 euro e più per il sistema della cooperazione. Come CSA ci rammarichiamo perché, quet’anno, le condizioni c’erano tutte per arrivare al prezzo di 1 € al litro, se solo la politica avesse attuato quanto promesso.

Peccato – conclude Tore Piana -, ora vediamo cosa verrà fuori dalla riunione del 13 febbraio. Noi, come Centro Studi Agricoli, restiamo come sempre a disposizione.

[foto id=”281655″]Tore Piana