DNA dei centenari in Sardegna, ora sarà al sicuro in una Fondazione. Via al test su gemelli inglesi

CAGLIARI – Il prezioso DNA degli ogliastrini, terra dei centenari in Sardegna, trova finalmente casa nell’isola, dopo anni di vicissitudini degne di una spy story, tra cessioni di dati a multinazionali della biotecnologia e furti delle provette.

È nata ufficialmente questa mattina a Cagliari, nei locali dell’assessorato alla Sanità, la “Fondazione dna Ogliastra“, che consentirà di dare gambe al progetto che punta innanzitutto a ottenere la custodia del genoma, circa 13.000 campioni attualmente conservati nei laboratori “Genos” di Perdasdefogu, e ancora sotto sequestro da parte della magistratura, dopo la sparizione di 27.000 provette dai locali del parco genetico ogliastrino.

Ma – e questa è la novità – l’ente non si limiterà a mettere in cassaforte i campioni e punterà decisamente alla ricerca scientifica, a partire da un progetto in collaborazione con il King’s college di Londra, uno degli istituti più importanti a livello internazionale nello studio del patrimonio genetico dei gemelli.

Sarà monitorata l’alimentazione di cento coppie di gemelli inglesi, persone che non hanno mai mangiato “sardo” – spiega il direttore scientifico dell’associazione “Identità ogliastrina”, Nicola Culeddu, che stamane ha incontrato i giornalisti insieme agli assessori Mario Nieddu, Quirico Sanna e Giorgio Todde.

Uno dei due si nutrirà con cibo ogliastrino per due mesi, poi faremo un confronto per dimostrare che esiste un effetto genetico legato alla componente alimentare. A di là della ricerca, l’obiettivo è quello di valorizzare la nostra dieta “sardo mediterranea”.

È previsto un finanziamento di circa tre milioni di euro, solo fondi europei, e appena li otterremo il progetto partirà.

Sottolinea l’assessore alla Sanità, Mario Nieddu:

Questa è una battaglia che coinvolge tutto il popolo sardo, non solo quello ogliastrino. L’autonomismo e l’identità della Sardegna stanno molto a cuore a questa amministrazione e lo stiamo dimostrando. Vogliamo che il DNA dell’Ogliastra diventi un brand famoso nel mondo, non solo per quanto riguarda lo studio e la ricerca della genetica, ma anche per le ricadute economiche sul territorio. L’Ogliastra è una delle cinque “blue zone” del mondo, è un’opportunità da sfruttare.

Spiega quindi Quirico Sanna, titolare degli Enti locali:

Da oggi abbiamo la certezza che il patrimonio genetico degli ogliastrini sarà custodito qui in Sardegna e non da società fittizie, inglesi o americane. Il DNA rimarrà e sarà custodito in sicurezza a Perdasdefogu. La Regione sta trovando le risorse già nella prossima finanziaria per poter sostenere questo progetto, circa 250.000 euro, perché investire sul DNA significa investire sulla nostra storia. La nostra unicità va difesa e custodita.

Infine Flavio Cabitza, presidente di “Identità ogliastrina”:

Dopo tre anni di battaglie, oggi sono qui per dire che finalmente abbiamo vinto. Costituiamo finalmente la fondazione, dopo che per tre anni abbiamo inseguito la precedente giunta, senza ottenere risultati. La Sardegna non esiste nei libri di scuola e nel mercato, proprio perché è sempre mancato un nostro racconto. Il DNA può essere quindi il punto di partenza per costruire un brand internazionale della nostra Isola.

Andrea Piana

Fonte: Agenzia Dire – www.dire.it