Diritti Umani, art. 29: il diritto di sapere e la responsabilità di informare

Non passa settimana che i volontari di Uniti per i Diritti Umani e della Chiesa di Scientology non siano nelle strade e nelle scuole della Sardegna a informare i cittadini e gli studenti sui trenta articoli contenuti nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.

Un’azione costante che, come la goccia che scava la pietra su cui cade, sta creando un nuovo punto di vista sull’argomento dei diritti di tutti, in un momento in cui ognuno di noi è portato a vivere la propria vita affrontando i propri problemi non curandosi di chi ci sta attorno.

Ho già i miei di problemi, ci mancherebbe che mi debba occupare di quelli degli altri.

È ciò che ci sentiamo rispondere da tante persone, perennemente occupate a “pensare” come risolvere la propria quotidianità quasi che il mondo che li circonda sia un qualcosa che non li riguarda.

I Diritti Umani devono essere resi una realtà e non un sogno idealistico – scriveva il filosofo e umanitario L. Ron Hubbard.

Questo obiettivo potrà essere raggiunto solo se riusciamo a mettere in pratica nella vita di ognuno di noi i trenta articoli della Dichiarazione delle Nazioni, partendo dall’articolo numero 29 nel quale si parla di responsabilità. Abbiamo dei doveri verso le altre persone e dovremmo proteggere i loro diritti e le loro libertà, questo recita l’articolo nel quale i volontari hanno trovato l’imput per darsi da fare affinchè il diritto di conoscere di tutti sia veramente tutelato e la responsabilità d’informare sia esercitata dal maggior numero di persone di buona volontà.

Per questo motivo i volontari si adoperano di settimana in settimana, fanno conoscere i 30 articoli a persone di ogni età, distribuiscono i libretti “Che cosa sono i Diritti Umani?” e fanno conferenze interattive ai ragazzi nelle scuole e richiedono fortemente che la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani non solo diventi materia di studio obbligatoria in tutte le scuole di ogni ordine e grado, ma sia utilizzata come codice di leggi visto che attualmente non c’è nazione al mondo che abbia incluso questi 30 articoli nel proprio codice di leggi e nella propria Costituzione.

Se ad ogni diritto corrisponde sempre un dovere, i volontari non si tirano indietro nell’esercitare il proprio diritto/dovere alla responsabilità e nei giorni di lunedì 24, mercoledì 26 e giovedì 27 saranno presenti nelle strade e scuole di Cagliari e Olbia a portare l’unico messaggio che potrà cambiare in meglio questa società malata.

Info su: www.unitiperidirittiumani.it