Coronavirus, tra complottismo, fake news e realtà

Qual è la verità sul coronavirus partito dalla Cina?

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Indubbiamente molte teorie del complotto sono davvero irrazionali, si sente dire qualunque cosa: ci sono ammassi di cadaveri nascosti negli ospedali cinesi; la Polizia in Cina spara chiunque tenti di scappare, e sulla base di un libro di Dean Koontz del 1981 non può mancare: è tutto conseguenza di un esperimento sfuggito di mano in un laboratorio della città di Whan, dove si svolgono sperimentazioni coperte da segreto militare.

Lasciando stare le assurdità davvero bizzarre, l’ultima inquietante teoria chiamerebbe in causa le case farmaceutiche finanziate da Bill Gates, responsabili della creazione del virus. Si potrebbe pensare all’ennesima stupidaggine, ma soffermandoci su questo pensiero e surclassando, per un solo attimo le verità ufficiali, forse potremmo considerare un’eventuale, altra verità che strizzerebbe l’occhio al più fantasioso dei complottisti. Così tanto per dire…su cinque multinazionali intente alla produzione del vaccino contro il coronavirus c’è sempre la Fondazione Bill & Melissa Gates, che poi mette a disposizione oltre 100 milioni di dollari per contenere l’epidemia. Ma guarda un po’…

Le azioni delle compagnie interessate hanno, con grande sorpresa, spiccato il volo portando la capitalizzazione di mercato a livelli mai raggiunti prima. Sono dati di fatto verificabili, e non semplici deliri complottisti.

Confermata, inoltre, la simulazione dell’esercitazione pandemica dell’ottobre 2019 a New York chiamata “Event 201”, in collaborazione con la Bill and Melinda Gates Foundation e il World Economic Forum. Un’epidemia, il cui epicentro in un porcile in Brasile, avrebbe causato la morte di 65 milioni di persone nel mondo.

Certamente è davvero difficile destreggiarsi tra verità, complotti, smentite e procurati allarmi in questo nuovo scenario fantascientifico di folle attualità, tuttavia non possiamo negare che alcune teorie definite “complottistiche” e prive di fondamento ci fanno pensare un po’. Forse quando le coincidenze sono troppe non sono più così casuali, piuttosto possono essere cartelli segnaletici ad indicarci qualcosa che, ogni tanto, vale la pena approfondire.

Intanto noi possiamo immunizzarci con un vaccino particolare, quello che ci protegge dall’angoscia e dagli allarmismi spesso inutili e che si chiama “informazione”. Difendiamoci con le letture, gli approfondimenti e l’informazione appunto. Altrimenti rischiamo, davvero, di essere preda di un agente patogeno molto più pericoloso del coronavirus, quello della paura, perché esso ci trascinerebbe in una spirale, in cui tutto quello che dice il sistema è verità assoluta e ci vestirebbe con abiti da burattino difficili da togliere.

Sabrina Cau

 

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