Caro traghetti. Approvata una mozione unitaria contro l’aggravio dei costi del trasporto via mare

L’incontro del Consiglio regionale con i rappresentanti della Sardegna nelle istituzioni europee (Parlamentari europei eletti nel Collegio Italia insulare); italiane (sottosegretari di Stato eletti in Sardegna, parlamentari sardi o eletti in Sardegna) e locali (Consiglio delle autonomie locali e ANCI), per dibattere il tema dei trasporti e in particolare gli aumenti tariffari per il trasporto marittimo, si è aperto sotto la presidenza del presidente Michele Pais che ha svolto anche l’intervento introduttivo che si riporta integralmente:

“A nome mio, dell’intero Consiglio regionale della Sardegna, saluto i Rappresentanti delle istituzioni europee, statali e locali che, con la loro presenza, hanno voluto onorare questo importante momento di confronto. Sono convinto che su temi come quelli che siamo chiamati ad affrontare quest’oggi, – nei quali sono coinvolte le competenze dei diversi livelli di governo, – si debba agire in modo unitario, sia nella fase in cui si discutono le possibili soluzioni, che nella fase in cui si elaborano le strategie più idonee a raggiungere gli obiettivi. L’azione di chi rappresenta il popolo sardo nelle diverse istituzioni democratiche è infatti più incisiva se è condotta in modo unitario e se non si disperde in estemporanee iniziative talvolta tra loro contrastanti. Per questo, assieme al Presidente della Regione, il Consiglio regionale ha proposto l’odierno incontro. I rappresentanti eletti nei collegi che insistono sul territorio sardo e i rappresentanti che provengono dalla Sardegna (sia che abbiano ricevuto un mandato elettorale europeo, o uno statale, regionale o locale), infatti, conoscono bene le problematiche che vive l’Isola, gli ostacoli che una errata concezione dell’insularità pone, le sfide che ogni giorno minano la serenità di molte famiglie, di molti lavoratori, di chi vive il tragico dramma della disoccupazione.

L’incontro odierno vuole dunque dimostrare che i circuiti rappresentativi non devono essere considerati “circuiti chiusi”, non comunicanti o comunicanti solo attraverso determinate forme: l’incontro odierno vuole dimostrare che, in nome di un comune denominatore, si possono creare anche sedi di confronto interistituzionale nelle quali poter convogliare, in una unica azione, le molteplici idee e le molteplici iniziative che, intraprese da sole, potrebbero risultare sterili o poco efficaci. Il tema che si affronta in questo appuntamento è noto in quanto di estrema attualità. Come specificato nella lettera di invito, gli accordi e la normativa da essi derivante, che impongono – a partire da quest’anno – limiti sulla composizione dei combustibili per uso marittimo, hanno un impatto notevole sull’economia dell’Isola.

Occorre tuttavia premettere un aspetto importante per evitare fraintendimenti e per avviare un dibattito costruttivo: Ritengo che in quest’Aula nessuno dei presenti metta in dubbio l’importanza della salvaguardia dell’ambiente naturale e dell’ecosistema che con tali misure si intende assicurare.

La normativa che limita la percentuale di zolfo nei combustibili, infatti, risponde alla imprescindibile esigenza di tutelare l’aria e di ridurre le emissioni inquinanti in atmosfera e nell’acqua. L’ambiente, l’ecosistema e la salute sono definiti dalla giurisprudenza costituzionale, ma prima ancora avvertiti dalla coscienza collettiva, come “valori” fondamentali e imprescindibili. La loro tutela, affermata nei Trattati internazionali e nella normativa europea, è affidata dalla Costituzione italiana, ciascuno per sua competenza, agli enti costitutivi della Repubblica. Il livello e le modalità attraverso i quali tali enti assicurano la tutela (ad iniziare dallo Stato che, su tali materie, ha una competenza di sicuro prevalente e “trasversale” rispetto a competenze simili attribuite agli altri livelli) rappresentano lo specchio della nostra cultura e del progresso civile raggiunto. Fatta questa imprescindibile premessa non si può tuttavia trascurare che il rispetto delle misure adottate per migliorare le condizioni dell’ambiente, implichi, come è noto a tutti, l’innalzamento del costo del carburante e, dunque, un sicuro aumento delle tariffe da parte delle compagnie di navigazione. Le conseguenze che ciò comporta sono immaginabili: per una regione insulare, qual è la nostra Sardegna, quello marittimo costituisce un “canale” di collegamento ordinario soprattutto per il trasporto delle merci. L’aumento delle tariffe, di conseguenza, avrà fortissime ripercussioni sull’economia dell’isola e contribuirà ad accrescere gli svantaggi strutturali che, purtroppo penalizzano la Regione sarda. Ancora una volta la condizione insulare rischia quindi di diventare motivo di svantaggio piuttosto che di ricchezza, di qualità, di originalità. Occorre trovare, in breve tempo, idonee soluzioni per evitare le conseguenze negative di misure di per sé indispensabili e condivisibili.

Il dibattito odierno è stato fortemente voluto proprio per questo: il confronto sarà sicuramente utile per individuare un percorso il più possibile condiviso e per elaborare strategie che, ad esempio, attraverso forme di equa distribuzione degli oneri o mediante altre misure di riequilibrio, possano restituire ai sardi pari condizioni di partenza, pari opportunità, rispetto a chi vive nel territorio continentale. Quello che si affronta, dunque, non è un tema che riguarda i sardi ma è un tema che, toccando il principio di uguaglianza sostanziale, coinvolge tutti gli ordinamenti, anche quello europeo e nazionale, chiamati a farsi carico del problema e a dare risposte concrete in virtù di un principio cardine, di un “principio supremo”, affermato nella Costituzione e nei Trattati. Il contributo che scaturirà da tale confronto sarà ancora più utile se ciascuno dei presenti, nelle rispettive sedi istituzionali, si farà in modo convinto portatore della linea di indirizzo definita così avviando una azione sinergica ai vari livelli di rappresentanza e di governo. Nell’ambito del Consiglio regionale – interpreto l’intento manifestato dalle forze politiche – è opportuno che gli spunti e le riflessioni che emergeranno dall’odierno dibattito confluiscano in un atto di indirizzo che si auspica venga approvato in modo condiviso nella seduta convocata immediatamente dopo questo incontro. Per questo, l’ulteriore auspicio, è quello di definire in modo determinante, preciso e circoscritto, le linee di azione da intraprendere, affinché l’indirizzo condiviso produca in modo concreto e tempestivo i suoi effetti. Rinnovando il saluto a tutti i presenti, auguro buon lavoro e ringrazio gli ospiti che ci hanno raggiunto e quelli che, in risposta all’invito, sebbene impossibilitati a presenziare, hanno comunque esplicitamente manifestato il loro impegno per affrontare la problematica in discussione.”

Il presidente ha quindi ricordato la convocazione dell’Assemblea al termine dell’incontro per la votazione di un documento congiunto ed ha concesso la parola al capogruppo di Liberi e Uguali, Daniele Cocco, che in premessa ha voluto ricordare l’ultimo attentato di una lunga serie, ai danni degli amministratori sardi, rivolgendo, in particolare, sentimenti di solidarietà al vice sindaco di Burgos, vittima nel fine settimana appena trascorso, di un grave atto intimidatorio.

Entrando nel tema dei trasporti, il capogruppo di Leu ha lamentato la mancanza di una comunicazione al Consiglio, da parte dell’esecutivo regionale, sia sul tema dell’aumento delle tariffe merci, per l’entrata in vigore della direttiva comunitaria volta a ridurre le emissioni in atmosfera, che sulla questione della continuità territoriale aerea.

Cocco ha quindi proseguito nel suo intervento riferendosi anche al noto tema dell’insularità ed ha concluso auspicando “qualcosa di costruttivo” evocando una azione unitaria nell’esclusivo interesse della Sardegna.

ma vorremo conoscere i fatti perché non conosciamo ancora le proposte della giunta. Non voglio attribuire responsabilità a chi ci governa a Roma e Cagliari ma la giunta avrebbe dovuto almeno informarci sulle reali intenzioni, ad oggi non conosciamo neppure la linea che si vuole portare avanti.

Francesco Mura (Fratelli d’Italia) ha definito i trasporti come “il problema dei problemi per la Sardegna” e l’annosa questione dell’incremento delle tariffe merci come “l’ennesima negazione dei diritti dei sardi”. Il capogruppo di maggioranza ha detto di condividere le politiche tendenti alla tutela dell’ambiente ma ha affermato che “è ingiusto che il costo di tali politiche debba gravare solo sulla nostra isola e su chi, come noi, sopporta i costi dell’insularità”. «Scongiurare un altro colpo basso alla nostra economia – ha dichiarato Mura – è il nostro compito, perché se non si risolve il tema dei trasporti è vano combattere per la risoluzione delle altre vertenze sarde».

Stefano Tunis (Misto – Sardegna 2020) ha parlato di “discussione vitale” e sottolineato la scelta strategica della giunta e della maggioranza a favore della svolta green e di un’economia sostenibile. Tunis ha auspicato scelte strategiche e non scelte tampone per “dotarsi di mezzi adeguati ad affrontare la sfida di questo secolo mettendo davanti a tutto ambiente e salute”. L’esponete del centrodestra ha quinti ricordato il ritardo dei diversi governi che si sono succeduti dal 2016 (data di emanazione della direttiva Ue) ed ha dichiarato: «Paghiamo lo scotto di non averci lavorato per tempo o peggio per aver taciuto quando era produttivo parlarne». «D’ora in poi non sarà così – ha proseguito Tunis – e la soluzione è quella di pretendere e ottenere che gli operatori marittimi investano in tecnologia e nell’ammodernamento delle navi, così che riducano l’impatto per l’ambiente e la salute».

Il capogruppo di Fi, Emanuele Cera, ha ripercorso le tappe del provvedimento europeo per i carburanti a basso contenuto di zolfo ed ha ricordato il costo di circa 50 milioni di euro che ne deriva all’economia isolana per effetto dei conseguenti incrementi di prezzo nel trasporto merci. L’esponente azzurro ha quindi evidenziato l’assenza di misure di riequilibrio e incentivazione da parte dello Stato italiano e ricordando la scadenza della convenzione con Tirrenia per il cabotaggio interno ha auspicato un’azione straordinaria del governo per programmare un’effettiva continuità territoriale marittima tra la Sardegna e il Continente.

Miche Cossa (Riformatori) ha immediatamente collegato il tema sul caro trasporti “al più ampio tema dell’insularità” che, così ha dichiarato l’esponente della maggioranza “non è la solita rivendicazione della Sardegna verso lo Stato ma riguarda la coesione nazionale”. «Tutti siamo per le politiche ambientali europee – ha dichiarato Cossa – ma non possiamo esimerci dall’evidenziare che i colossi dell’economia mondiale come Cina e Usa mettono al primo posto la crescita economica e non la salvaguardia dell’ambiente». Il consigliere dei Riformatori ha quindi criticato la “rigida applicazione delle direttive europee in materia di aiuti di stato ed ha affermato che la direttiva Ue su carburanti “colpisce soprattutto la Sardegna e non altri”. Cossa ha concluso criticando i 12 milioni di euro di stanziamenti del governo per attenuare i costi che derivano dall’applicazione della direttiva Ue («è sottostimato persino il danno stimato in 50 milione di euro»). L’azione della giunta è stata tempestiva e azione congiunta delle istituzioni e del popolo sardo porterà a dei risultati: servono soluzioni che evitano alla Sardegna queste umiliante situazione.

Roberto Li Gioi (M5S) ha invece difeso l’opportunità dello stanziamento del governo a favore degli autotrasportatori («dodici milioni sono meglio di zero») ed ha ricordato l’azione del deputato 5 Stelle, Nardo Marino, in sede parlamentare. «La strada da percorrere è lunga – ha spiegato il consigliere della minoranza – e serviranno interventi ancora più consistenti per supportare la svolta green dei governi italiano e europeo e serve anche intervenire unitariamente sulla nuova convenzione per il trasporto marittimo per garantire l’innovazione tecnologica delle navi».

Antonello Peru (Udc-Cambiamo) ha parlato di una “una grande occasione per un confronto serio sui trasporti” ed ha auspicato l’individuazione di soluzioni unitarie e condivise”. L’esponete della maggioranza ha stigmatizzato il ritardo dei vari governi nazionali sulla questione del caro tariffe e nel ribadire il favore alle politiche europee per la salvaguardia ambientale ha affermato: «L’Italia non ha fatto niente per evitare che le conseguenze delle politiche antinquinamento non ricadessero solo sui sardi e sull’economia della Sardegna». «È arrivata l’ora di reagire – ha tuonato Peru – e spiegare anche a chi non vuol sentire che le nostre autostrade sono il mare e il cielo». Peru ha quindi lamentato al scarsa difesa da parte dell’Italia delle ragione dei sardi per ottenere le opportune deroghe ai regolamenti europei in materia di aiuti di stato come invece è stato fatto da Spagna, Francia e Portogallo a tutela delle economie e dei diritti dei territori insulari e più svantaggiati.

Il capogruppo del Pd, Gianfranco Ganau, ha evidenziato come “ancora una volta si parli di interventi emergenziali riferendoci ad un tema che rientra a pieno a titolo nella vertenza dell’insularità” ed ha quindi ribadito l’invito ai parlamentari eletti nell’Isola per favorire la discussione e l’approvazione della proposta di legge di iniziativa popolare che giace nella commissione Affari costituzionali del Senato. L’esponente della minoranza, riferendosi all’aumento delle tariffe merci, ha sottolineato le penalizzazioni per il comparto commerciale e la minaccia concreta per il comparto turistico («con un’interpellanza un anno fa avevamo sollevato problema») ed ha definito “inaccettabile” il costo aggiuntivo di 50 milioni per l’economia sarda per effetto dell’entrata in vigore della direttiva Ue per i carburanti a basso contenuto di zolfo. «Siamo disponibili a battaglia comune, come sempre, – ha concluso Ganau – e mi auguro che il tema sia al primo punto nel tavolo di confronto col governo sulla questione insularità».

Franco Mula (capogruppo Psd’Az) ha risposto positivamente agli inviti ad un’azione unitaria («siamo pronti a far fronte comune in difesa di questa terra dimenticata dalle istituzioni») ed ha definito “grave e drammatica” la situazione per l’economia sarda a causa degli incrementi tariffari in danno degli autotrasportatori e delle imprese sarde. Il capogruppo di maggioranza ha quindi evidenziato l’inopportunità che siano i sardi a pagare il costo delle politiche ambientali e degli investimenti a carico degli armatori. «Non possono essere i sardi a pagare il gap dell’insularità – ha dichiarato Mula – e il governo italiano deve difendere gli interessi dei sardi in Europa». In conclusione del suo intervento, il capogruppo Psd’Az, riferendosi alla convenzione Tirrenia ha dichiarato di non “gradire nuove proroghe ma una nuova soluzione per il trasporto marittimo da e per l’Isola».

Dopo l’on. Mula ha preso la parola per la Lega Sardegna l’on. Dario Giagoni, che ha ringraziato i parlamentari presenti “per affrontare insieme il tema dei trasporti marittimi, che è il tema dei temi insieme alla continuità territoriale aerea. Il rincaro delle tariffe, di circa il 30 per cento, toccherà tante famiglie sarde e i turisti: non può essere attribuito a una decisione delle compagnie di navigazione ma a chi invece non è intervenuto per impedire che l’Unione europea determinasse questo aumento. Era ben noto il problema di questa direttiva ed è stato sottovalutato sino dal maggio 2016, data di sottoscrizione di questa importante norma. Noi dobbiamo schierarci tutti nella medesima direzione, in difesa degli interessi del popolo sardo, senza bandiere” di appartenenza né di partito. Per l’oratore “è necessario guardare soltanto agli interessi della nostra isola. Auspichiamo per quanto possibile che sia riconvertita la flotta esistente in modo che si riducano le emissioni e l’inquinamento”.

Ha preso poi la parola per i Progressisti l’on. Massimo Zedda, che in premessa ha voluto ricordare il giornalista sardo Mauro Manunza, già vicedirettore dell’Unione Sarda e a lungo anche presidente dell’Ordine dei giornalisti della Sardegna, scomparso ieri dopo una breve malattia.

Nel merito della discussione, l’on. Zedda ha detto: “Mi risulta che sia la prima volta che tutti assieme, con i deputati e i senatori, discutiamo di questi temi. Intanto penso sia giusto sottolineare che non sempre le responsabilità sono da ascrivere ad altri ma anche a noi stessi. Ci vogliono patti sottoscritti tra la Regione e la delegazione dei parlamentari sardi, patti chiari di pochi principi. La storia dei partiti politica sardi racconta di incontri il lunedì, giorno dedicato proprio a questo. Se non staremo attenti alle direttive Ue perderemo altre scadenze e sarà sempre tutto più difficile per la Sardegna. Eppure ci sono altre direttive in scadenza come quella sulla riduzione della plastica o quella del 2010 di efficientamento quasi zero degli edifici pubblici e privati, che entrerà in vigore alla fine del 2020. Cosa è stato fatto per questo nel piano casa e nei provvedimenti urbanistici? Possiamo attendere ancora?”.

Terminati gli interventi dei rappresentanti dei gruppi, il presidente Pais ha dato la parola all’on. Romina Mura, sindaca di Sadali e deputata del Pd, che ha detto: “Mi sembra questo il modo giusto di procedere per le grandi questioni che determineranno il futuro della Sardegna e delle sue prossime generazioni. Se non condividiamo gli intenti non potremo fare la voce grossa a Roma. Non rappresento oggi il Governo e non so cosa farà ma posso dirvi che rispetto a questo tema, che tocca la sostenibilità ambientale dei trasporti, dobbiamo trovare un sistema che non faccia sopportare i maggiori costi a chi vive e a chi lavora nelle regioni insulari. Non siamo in grado di fare un bando da qui a domani sulla continuità territoriale marittima; sappiamo tutti che ci sarà una proroga. So che il governo sta valutando nell’immediato l’applicazione di incentivi specifici che non violino il principio degli aiuti di Stato. Poi, nel nuovo bando della continuità territoriale marittima, dovremo prevedere tutto questo. E vi ricordo che nessuna legge prevede la continuità territoriale marittima per la Sardegna ma solo una convenzione”. Per l’esponente del centrosinistra “siamo sempre presi, purtroppo, da una logica emergenziale e non va bene. Ma l’importante è garantire un incentivo che sostenga questo settore dei trasporti e dunque l’economia sarda. Non facciamo, però, rimbalzare le responsabilità tra di noi”.

Per la senatrice Lina Lunesu (Lega – Psd’Az) “il tema è importantissimo e anche se sono in Senato da sette mesi mi sto impegnando da subito. Spero che domani il tema dell’insularità in Costituzione possa essere inserito nei lavori della commissione competente. Per quanto riguarda la continuità territoriale marittima la senatrice Lunesu ha riferito di una sua interrogazione al ministro e ha ricordato che “il problema di cui discutiamo oggi nasce nel 1973 con le prime convenzioni internazionali in materia di protezione dell’ambiente rispetto all’inquinamento dei motori marini dovuto a zolfo e azoto. E’ una questione mondiale: ci impongono di usare carburanti alternativi o a basso consumo di zolfo. Altrimenti installare i depuratori a bordo delle navi. Mi risulta però che Saras stia producendo e vendendo carburante a basso contenuto di zolfo e questa può essere una opportunità per la Sardegna”.

L’on. Guido De Martini (Lega) “il tema dei trasporti dovrebbe portarci tutti a posizioni di unanimità mentre invece mi rendo conto che nonostante la nostra sola bandiera con i quattro mori in realtà noi siamo divisi. L’Une è uno dei nostri problemi ma noi dovremmo essere capaci di spingere il governo nella nostra direzione.

Il senatore Gianni Marilotti (Cinque stelle) ha esordito sostenendo che “al di là degli accenni polemici mi sembra stia emergendo un atteggiamento condiviso su un tema vitale per la nostra terra. Noi sardi non siamo figli di un dio minore e non è accettabile che davanti ai problemi dei sardi ci sono sempre problemi più importanti. Apprezzo l’intervento dell’onorevole Massimo Zedda, che ha sollecitato un collegamento stabile dei nostri rappresentanti. Certo, che la riduzione dell’inquinamento marittimo è fondamentale per il benessere del pianeta ma dopo trent’anni dalla firma della convenzione nulla o quasi è stato fatto. Voglio chiarire: certo anche che non si possono violare gli articoli 106 e 107 del Trattato Ue, ossia mettere in atto aiuti di Stato. Ma è possibile e consentito attuare interventi di ammodernamento della flotta: li stiamo davvero realizzando? A me non pare, non risulta. Dobbiamo agire noi e già stiamo agendo con l’intergruppo che abbiamo costituito in Senato sul tema dell’inserimento dell’insularità in Costituzione”.

Fratelli d’Italia ha preso la parola con il deputato. Salvatore Deidda, secondo cui “questo è un problema nazionale e si affronta sul livello italiano perché anche la Sicilia e altre regioni lo condividono con la Sardegna. Quindi, è vero che è necessaria una voce univoca tra i rappresentanti ma è anche vero che il governo deve prendersi le sue responsabilità. Quanto costa attrezzare un porto per i serbatoi di Gnl (gas naturale liquido)? E’ disposto il governo a rimuovere i vincoli per consentire l’ammodernamento dei porti? Questa collaborazione tra parlamentari e con la Regione deve essere stabile. Non è che l’Italia è matrigna: siamo noi che evidentemente non portiamo avanti insieme i nostri interessi”.

Il senatore Emilio Floris (Forza Italia) ha sottolineato che il momento delicatissimo dell’economia e dello stesso Governo nazionale richiede la massima unità dei parlamentari sardi per trovare un ampio consenso sulle proposte della Sardegna, sia per il caro trasporti che il riconoscimento dell’insularità. Dobbiamo essere lungimiranti, ha auspicato Floris, ricordando che questo tema non riguarda solo Sardegna ma coinvolge le isole maggiori e non solo, un fatto che può aiutarci a trovare numeri. Dovremo essere anche intelligenti e tenere la barra dritta, ha aggiunto il senatore, dicendo sì alla Ue sull’economia verde ma chiedendo nello stesso tempo nuove soluzioni di sistema in tutte le realtà degli Stati membri. In effetti siamo in ritardo, ha ammesso Floris, perché avremo dovuto discutere di questi argomenti all’interno del dibattito che ha accompagnato la direttiva europea coinvolgendo compagnie di navigazione, aziende di raffinazione e di trasformazione dei motori, ed la stessa Ue avrebbe dovuto produrre direttive estese a tutti gli attori del sistema.

L’on. Pietro Pittalis, sempre di Forza Italia, ha fatto una prima considerazione positiva sull’alto livello del dibattito che a suo avviso sarà foriero di risultati importanti, dato che la posta in gioco è quella di intervenite sugli effetti negativi della direttiva sul sistema economico regionale. L’ordine del giorno però, ha osservato, porta il problema all’attenzione del parlamento ma non è una soluzione perché ci vogliono provvedimenti urgenti per scongiurare gli effetti del caro tariffe. Per questo, ha proposto rivolto ai colleghi della maggioranza, serve uno strumento di intervento, o un emendamento al decreto milleproroghe o un decreto ad hoc come si è fatto in altre occasioni che stanzi almeno 50 milioni da concordare con la Sicilia. Questo, ha poi affermato, è il banco di prova: noi siamo disponibili ad appoggiare iniziative della maggioranza purchè siano messe in campo oggi senza rimandare a domani, interveniamo (come io penso sia necessario) anche sul Commissario europeo agli Affari economici Paolo Gentiloni e chiediamo la sua mediazione perché almeno finora non ho sentito una posizione chiara del ministro dei trasporti. Possiamo voltare pagina, ha concluso, con una azione comune che comprenda anche il riconoscimento dell’insularità.

Per le Autonomie locali il presidente dell’Anci Emiliano Deiana ha espresso la posizione favorevole ed unitaria dei Sindaci della mozione, aggiungendo però che non basta un tavolo sui trasporti ma serve un tavolo su tutta la “vertenza Sardegna” a cominciare da insularità, entrate, stato della democrazia a livello locale, scuola salute, bonifiche; un congresso del popolo sardo, in altre parole, capace di accompagnare la Sardegna in una nuova rinascita perché altrimenti, per ragioni demografiche, la Sardegna è destinata a scomparire. Deiana ha poi ricordato che la Sardegna non ha mai avuto governi amici , ed ha auspicato il superamento della solita logica del rimpallo responsabilità che ai sardi non interessa, attraverso il recupero della “politica delle cose da fare”.

Il sottosegretario alla Difesa Giulio Calvisi, del Pd, ha annunciato la condivisione del documento unitario che raccoglie in sostanza le indicazioni emerse dal dibattito, con l’obiettivo di evitare l’aumento del costo dei trasporti per persone e merci, obiettivo che può essere perseguito anche attraverso un dialogo con petrolieri ed armatori. Calvisi ha detto poi di guardare con favore ad una collaborazione più forte fra Governo e Regione anche per legare il tema del caro-trasporti a quello della continuità, due cose devono andare assieme perché chiamano in causa il nostro ruolo di classe dirigente in una partita decisiva dalla quale passa il futuro della Sardegna.

Soffermandosi sui contenuti della direttiva Ue l’esponente del Governo ha sottolineato che il provvedimento ha a che fare con adeguamento a politiche strategiche in campo ambientale che però devono comprendere una fase di transizione, la stessa che è stata ipotizzata in vista della chiusura delle centrali alimentate con combustibili fossili, dell’abbandono della plastica, e dell’efficienza energetica del patrimonio edilizio. Qualcosa di grande che cambierà le nostre vite, ha concluso, che però non sarà una passeggiata ed avrà costi sociali; questo è il tema di fondo di cui dobbiamo parlare, alzando lo sguardo, all’interno di una nuova visione della Sardegna.

A nome della Giunta l’assessore dei Trasporti Giorgio Todde ha ricordato di aver lanciato l’allarme sul caro-trasporti alcuni mesi fa dopo un confronto con le parti sociali che paventavano danno economico senza precedenti. L’accordo sulla nuova politica ambientale in sede comunitaria, ha sostenuto, è condivi bile ma il suo costo non può essere scaricato solo sui cittadini sardi.

Qualche tempo fa, ha detto ancora l’assessore dei Trasporti, mi sono recato a Bruxelles con i rappresentanti della Corsica e delle Baleari e la Ue ci ha risposto che tre anni dopo era sbagliato prendersela con l’Unione ma bisognava intervenire sui Governi nazionali. Ed è quello che abbiamo fatto attivandoci con il ministro assieme alla Sicilia.

Todde ha inoltre manifestato la sua profonda preoccupazione per le conseguenze concrete del caro tariffe sul tutto il sistema economico regionale, con particolare riferimento alle aziende più attive nell’export che saranno colpite da una stangata compresa dai 250 ai 600 euro a tonnellata di merce, con molti imprenditori che vogliono andare via dalla Sardegna. Per quanto riguarda le interlocuzioni con il Governo nazionale, l’assessore ha detto di aver ricevuto la promessa di uno stanziamento di fondi ed ha annunciato che, anche se fare fronte a questa situazione è compito dello Stato, la Sardegna è disposta a fare la sua parte. Per quanto riguarda il problema della continuità territoriale aerea l’esponente della Giunta ha affermato di aver cominciato a lavorare al nuovo bando fin dal suo insediamento ma, dal punto di vista procedurale, il bando deve essere preceduto da una indagine di mercato che il Governo aveva detto di voler affidare ad Invitalia ma che la stessa Invitalia non ha fatto, aprendo la strada al rischio del ritorno al libero mercato con l’inevitabile annullamento di alcune tratte. Sia a questo punto, ha riassunto Todde: la situazione si può sbloccare solo con una proroga perché per il nuovo bando non ci sono i tempi, mentre qui in Sardegna stanno cominciando le disdette per la stagione turistica e le “rilocalizzazioni” delle aziende che esportano. Oggi, ha concluso, ci sarà l’incontro a Roma con i tecnici del ministero per la continuità ed è importante che la Sardegna sia unita.

Il presidente del Consiglio Pais, a conclusione della giornata, ha espresso la sua soddisfazione sia per i contributi del dibattito che per il metodo, aggiungendo che quanto emerso dagli stati generali della Sardegna su un tema come quello dei trasporti non potrà che essere utile ad affrontare anche le emergenze della nostra Regione; per questo l’incontro di oggi non sarà isolato ma, appunto, sarà l’inizio di un metodo condiviso con il presidente della Regione Solinas ed il presidente della commissione per l’insularità Cossa, proprio per dare concretezza alla nostra azione su tanti problemi aperti. Senza polemica, ha premesso il presidente del Consiglio, vorrei richiamare l’attenzione degli eurodeputati eletti nell’Isola sul fatto che la Sardegna ha un problema di rappresentanza in Europa che può essere risolto soltanto con la modifica del collegio elettorale, tema che deve essere affrontato con forza e spirito unitario, perché anche questa è una cosa che conta molto per i sardi.

Successivamente il presidente ha dichiarato conclusa la prima fase della seduta, sospendendo i lavori per una riunione della conferenza dei capigruppo, finalizzata alla stesura dell’ordine del giorno unitario conclusivo.

Alla ripresa dei lavori il presidente Pais ha messo in votazione la Mozione “sulle conseguenze dell’entrata in vigore delle nuove norme della Convenzione Internazionale MARPOL (Annesso VI) dell’International Maritime Organization delle Nazioni Unite, e della direttiva europea 2016/802, che prevedono la riduzione del tenore di zolfo di alcuni combustibili liquidi tra cui rientrano quelli utilizzati sulle unità navali e sulla necessità di individuare le soluzioni più idonee per contrastare gli effetti degli aumenti decisi dalle compagnie di navigazione di circa il 30 per cento delle attuali tariffe per tutte le linee di collegamento da e per la Sardegna”.

Il testo, sottoscritto da tutte le forze politiche rappresentate in Consiglio regionale, impegna il Presidente della Regione e la Giunta regionale “ad avviare tutte le iniziative presso il Governo nazionale e la Commissione europea al fine di scongiurare un aggravio di costi dei trasporti via mare, che determinerebbe un isolamento ancora maggiore per i sardi e un disastro per la nostra economia e in particolare per due settori trainanti come il commercio e il turismo; nelle more dell’aggiudicazione del nuovo bando per la continuità marittima, a chiedere un impegno finanziario dello Stato a favore delle compagnie o degli utenti, come previsto dalla stessa normativa sopra richiamata, per attenuare l’impatto economico e sociale causato dall’aumento dei prezzi”.

Il Consiglio regionale ha approvato la mozione. Il presidente Pais ha chiuso la seduta. I lavori riprenderanno domani mattina, alle 10.