Analisi delle imprese di Confcommercio a Cagliari, Carbonia e Iglesias

Spuntano sempre più alberghi, bar e ristoranti a Cagliari, Carbonia e Iglesias

Il numero cresce soprattutto a Cagliari, nel 2016 se ne contavano 473 nel centro storico, 767 nel resto del territorio comunale, l’anno scorso invece erano rispettivamente 545 (+72) e 837 (+70). E’ ciò che emerge dall’analisi dell’Ufficio Studi di Confcommercio sulla demografia d’impresa nelle città italiane.

La finalità dell’Osservatorio (avviato nel 2016) sulla demografia delle imprese nelle città italiane è di monitorare nel tempo l’andamento degli esercizi commerciali e delle attività di alloggio e ristorazione per cogliere i cambiamenti della rete comunale di servizi al consumatore e, conseguentemente, anche per neutralizzare eventuali patologie.

Con il contributo di Si.Camera (Agenzia delle Camere di commercio) sono stati osservati 120 comuni, di cui 110 capoluoghi di provincia e 10 comuni non capoluoghi più popolosi, escludendo le città di Milano, Napoli e Roma perché multicentriche dove non è possibile la distinzione tra centro storico e non centro storico.

L’analisi ha riguardato il commercio al dettaglio e alberghi, bar e ristoranti con una suddivisione tra centro storico e centro non storico. Nel dettaglio il numero di alberghi, bar e ristoranti cresce anche a Carbonia, anche se in maniera inferiore rispetto al capoluogo di regione. Si è passati da 91 unità nel 2016 nel centro storico a 103 nel 2019, da 28 a 31 nel resto del territorio.

Lieve crescita anche nel centro storico di Iglesias: nel 2016 gli alberghi, bar e ristoranti erano 109, nel 2019 118, solo un’impresa in più nel resto del comune rispetto al 2016, si è passati da 47 a 48.

Gli imprenditori hanno deciso di puntare di meno sul commercio al dettaglio

Nel capoluogo di Regione, dal 2016 al 2019, nel centro storico si contano solo due imprese in più: si è passati da 765 a 767; il numero scende se si analizza il resto del territorio: erano 1741 nel 2016, l’anno scorso se ne sono contate 1726. Segno meno a Carbonia, dove diminuisce il numero sia nel centro storico sia nel resto del territorio.

Quattro anni fa nel centro storico erano 265, l’anno scorso 248. Quattro in meno nel centro non storico, si passa da 65 nel 2016 a 61 nel 2019. A Iglesias la situazione non migliora. Il centro storico ne perde tre in tre anni: 212 nel 2016, 209 nel 2019. Quattro unità il resto del territorio: si passa da 89 nel 2016 a 85 nel centro non storico.

I dati che emergono dal nostro studio sono rassicuranti per quanto riguarda il settore ricettivo – ha dichiarato Giuseppe Scura, direttore di Confcommercio Sud Sardegna. – Il capoluogo di regione, ma non solo, ha sempre sofferto a causa della carenza di posti letto, i dati ci dicono che alberghi bar e ristoranti aumentano sia a Cagliari sia nel Sulcis. Serve, tuttavia, un cambio di rotta per quanto riguarda il commercio al dettaglio, in particolare nel centro storico, che diventa strategico dal punto di vista anche sociale, rappresentando un presidio fondamentale per ricucire il legame tra persone, luoghi e imprese.