Regione Campania: svolta storica per i suoi Parchi

Il Parco Regionale dei Monti Lattari diventa gestore del Monte Faito e della Valle delle Ferriere. La decisione arriva dalla Regione Campania che ha deliberato il passaggio di competenze.

Lo ha annunciato Tristano Dello Ioio, Presidente dell’Ente Parco dei Monti Lattari. L’Ente Presieduto da Tristano Dello Joio avrà la gestione dei Siti di Importanza Comunitaria (SIC), delle Zone Speciali di Conservazione (ZSC) e delle Zone di Protezione Speciale (ZPS) della Rete Natura 2000.

In tutto si tratta di cinque macroaree finora gestite dalla Regione: Costiera amalfitana tra Nerano e Positano, Valloni della Costiera Amalfitana, Costiera Amalfitana tra Maiori e il Torrente Bonea, Dorsale dei Monti Lattari, tutte definite aree ZSC. Rientrano nelle zone di protezione speciale le sorgenti del Vallone delle Ferriere di Amalfi e a Costiera Amalfitana.

Si tratta di un risultato storico. Faremo nostri gli intenti ministeriali; siamo già a. lavoro per redigere il piano di gestione delle aree che ora rientrano appieno nelle nostre competenze. Come prima azione incontreremo gli uomini del Corpo Forestale dello Stato per chiedere controlli e monitoraggio. Sarà nostra priorità anche la collaborazione e condivisione di idee e progetti con associazioni ambientaliste nazionali e territoriali. Il Parco è la casa di tutti – ha proseguito Dello Ioio – soprattutto di coloro che vorranno lavorare con noi avendo come unico obiettivo la protezione dell’ambiente, principio cardine che muove le nostre azioni e i nostri progetti.

Queste le parole del presidente del Parco Regionale dei Monti Lattari, Tristano dello Joio.

La svolta arriverà – spiega dello Joio – anche dalla redazione del piano di ristrutturazione del Parco che ci permetterà di dare applicazione alle norme a tutela ambientale e naturalistica. La Costiera Sorrentina e Amalfitana, per le loro caratteristiche e ricchezze naturali, sono un patrimonio da difendere unico in tutta la Campania.

Immediato il commento della SIGEA, Società Italiana Geologia Ambientale, presente con i suoi coordinamenti su tutto il territorio nazionale.

L’ambiente in generale, ma soprattutto le aree di pregio ambientale, dev’essere protetto per tutelare la salvaguardia del territorio e la pubblica e privata incolumità. La scelta di far diventare il Parco Regionale dei Monti Lattari gestore unico di 5 macroaree va nella giusta direzione per procedere in maniera spedita e immediata verso questo obiettivo. La SIGEA, associazione riconosciuta dal Ministero dell’ambiente, da anni è fortemente impegnata in queste tematiche e qui in Campania c’è veramente molto da fare a cominciare dal dissesto idrogeologico, che minaccia interi territori la cui popolazione è costretta a convivere con il rischio derivato dall’assoluta mancanza di cura e manutenzione. Occorre intervenire immediatamente con un piano di manutenzione straordinario – ha affermato Gaetano Sammartino, geologo, Presidente SIGEA Campania e Molise – proprio ora che il Parco dei Monti Lattari ha ricevuto questo importante compito di coordinare diligentemente tutto il da farsi senza aspettare le prossime emergenze, che oramai da troppo tempo imperversano sul territorio di competenza del Parco. La SIGEA nazionale e quella regionale saranno ben liete di mettersi a disposizione per la collaborazione e condivisione di idee e di progetti che vadano nella giusta direzione. La Costiera Sorrentina e Amalfitana, oltretutto mèta di numerosi turisti attratti dalla presenza di ricchezze naturali, sono un patrimonio da difendere unico in tutta la Campania.

La SIGEA è multidisciplinare e proprio per la cultura del territorio vede insieme più categorie professionali.

Ritengo che SIGEA debba impegnarsi nel dare il proprio contributo nel supportare iniziative del tipo: restituzioni cartografiche a scale adeguate (1:50.000 con zoomate di dettaglio es. 1:10.000); produzione di nuove carte tematiche fattoriali che restituiscano e quantifichino i fattori predisponenti; campagne di informazione ed educazione; applicazione delle stime dei costi sociali ai dati georiferiti ambientali – ha concluso Francesco Cancellieri, Responsabile Aree Protette ed Ecoregioni di SIGEA – elaborazioni di nuovi tematismi propri dell’Ecologia del Paesaggio; interazione con altri strati tematici ambientali (es. Carta della Natura), nuove collaborazioni e alleanze per dare risposte ai problemi della desertificazione; sensibilizzazione del mondo accademico e della ricerca per percorsi formativi innovativi; formazione di nuove competenze professionali; promozione di task force multidisciplinare di esperti nel Territorio del Parco e con particolare riguardo alle Aree della Rete Natura 2000.