La memoria come mezzo per stabilire linee guida affinché non si ripeta l’Olocausto

Come annunciato nei giorni scorsi, la serata di lunedì 27 gennaio, alla Chiesa di Scientology della Sardegna, ha avuto come programma la commemorazione delle vittime dell'Olocausto, di qualsiasi Olocausto, con l'attenzione a ciò che lo ha causato. Come annunciato, il dibattito doveva muovere i suoi passi dal riconoscimento dei veri architetti di queste brutalità e del mezzo che hanno usato per realizzarlo: la psichiatria.

Per quanto potesse essere immaginato fin dall’inizio, non è stato così scontato il fatto che tutti i principali e illustri ospiti intervenuti al dibattito abbiano concluso che la memoria in sé rimane fine a se stessa a meno che non si agisca concretamente nella creazione di una società in cui il rispetto reciproco abbia il primo posto rispetto all’interesse personale.

Sono intervenuti, in successione, il presidente del Consiglio Comunale di Cagliari, On. Edoardo Tocco, il rappresentante dell’Unione Culturale Libanese nel Mondo, Mohamad Doreid, il presidente dell’associazione Chilenos de Sardigna, Giorgio Zucca, la presidentessa dell’associazione Rosa Roja, Elizabeth Rijo, il responsabile regionale degli Hare Krishna, Judistira Dasa e il presidente della Chiesa di Scientology della Sardegna, Nicola Oi.

Olocausto

Attraverso un percorso partito dalla visione di uno dei capitoli del documentario “Psichiatria: un industria di morte” fornito dal Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani, l’argomento dell’Olocausto e la pulizia etnica più in generale è stato affrontato con gli occhi della politica, dell’attivismo in campo sociale e riportato sul piano di ciò che spiritualmente manca alla società affinché questa possa liberarsi dalla tendenza alla distruzione dell’uomo da parte dell’uomo.

Ognuno di questi discorsi ha messo in luce la necessità di prevenire atti di questo tipo e tutti hanno convenuto che le due strade da seguire sono rappresentate dall’istruire ogni livello sociale sui 30 articoli della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e contemporaneamente, poiché il buon esempio è esso stesso educativo, realizzare eventi in cui ci si rimboccherà le maniche e ci sarà dell’effettivo aiuto dato nella comunità, non solamente parole e incitamento verso buoni propositi. Per questo motivo sono già state fissate date durante tutto l’arco dell’anno, in cui il gruppo dei relatori intervenuti hanno preso l’impegno di riunirsi per proseguire con questo tipo di messaggi.

A conclusione dei lavori, anche per dare un saluto ufficiale direttamente dal fondatore della religione di Scientology, L. Ron Hubbard, essendo ospiti in una chiesa che ne professa il messaggio, il presidente ha letto uno scritto tramite il quale l’accento è stato posto su lavorare col singolo individuo per garantire il suo innalzamento con particolare attenzione alla moralità, all’istruzione e al fatto che possa contribuire al miglioramento sociale più in generale.

Sebbene non si possa dire che delle persone in una stanza possano riformare una società intera, è pur vero che la costruzione di ogni cattedrale ha avuto inizio con la posa di una singola pietra. Lavorando tra persone di buona volontà, incitando alla buona volontà e comprensione reciproche, aiutando individuo dopo individuo, si può creare una nuova cultura basata su rispetto, tolleranza e pace.

L’inizio delle attività non si è fatto attendere, con gruppi di volontari di Uniti per i Diritti Umani che, dopo quanto detto in questa riunione, si sono subito organizzati per diffondere gli articoli della Dichiarazione Universale e con distribuzioni di libretti informativi hanno coinvolto centinaia di cittadini cagliaritani e olbiesi che, tra la serata di martedì 28 e la mattinata di mercoledì 29, porteranno nelle loro case ognuno dei trenta articoli.