Il sistema vocalico arcaico sardo

Il sistema vocalico arcaico sardo
Il sistema vocalico arcaico sardo

Il sistema vocalico arcaico è testimoniato nel sardo, in un’area a confine fra Lucania e Calabria e nel latino d’Africa, estintosi nel VII sec.

Il tipo arcaico – e con latinità arcaica si deve intendere una tipologia risalente senz’altro all’età repubblicana – del vocalismo è testimoniato nel sistema pentavocalico. Questo interessa dunque la Sardegna, la parte meridionale della Corsica – interessata da evoluzioni dovute all’influenza toscana – e la cosiddetta Area Lausberg.

Il sistema vocalico arcaico sardo
Il sistema vocalico arcaico sardo

Dette aree non hanno pertanto preso parte allo sviluppo del latino volgare. Si aggiunge ad esse l’Africa latina, che identifichiamo nell’attuale Magreb, che gli Arabi invasero nel 697. Gli invasori in rapida successione occuparono i territori ibero-romanzi, rimanendovi insediati sino al XV secolo. Nel lessico, nell’onomastica, nella fraseologia gli Arabi lasciarono permanenti e importanti tracce della loro lingua. Per opera degli Arabi la latinità africana si è definitivamente estinta.

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Il sardo ne resta quindi unico testimone. Come nel latino antico si ha dal punto di vista fonologico un sistema a tre gradi. Caratteristica peculiare ne è il conguaglio generale, in posizione incondizionata, delle vocali lunghe e delle brevi. Il conguagli ha luogo con una realizzazione generalmente aperta dei timbri intermedi.

L’esito comune aperto delle vocali e ed o ha subito poi delle modifiche, producendo in Sardegna una situazione peculiare. Le vocali lunghe e ed o prendono parte all’ulteriore sviluppo delle rispettive brevi, che in Sardegna – a differenza dell’area Lausberg – non conduce a dittongazione. Si assiste a quella che tecnicamente si chiama metafonia, cioè una evoluzione delle vocali aperte in chiuse. Si tratta del caso di parole come prena oppure lettu ferru. Questo elemento ha indotto gli studiosi a pensare ad una armonizzazione vocalica.