Diritti Umani: il convitato di pietra nei “colloqui di pace”

Si continua a tenere in essere l’embargo dei beni di prima necessità per mettere in difficoltà il sistema economico e di potere del dittatore di turno, ma a subire le conseguenze di tutto ciò saranno esclusivamente le popolazioni ridotte alla fame, mentre il sistema politico continua a persistere e l’odio a fomentare. Ufficialmente l’embargo riguarda anche la fornitura delle armi, ma missili e bombe più o meno “intelligenti” continuano ad arrivare, creando ulteriori danni all’economia e alle popolazioni, giunte ormai allo stremo delle forze, e causando milioni di profughi.

Mai tra le notizie che trapelano dai colloqui si sente parlare di Diritti Umani e di autodeterminazione dei popoli, argomenti messi in secondo piano rispetto a quelli della supremazia politica ed economica e della spartizione delle aree ricche di petrolio o gas naturale. A nessuno viene in mente di considerare che il valore delle nazioni sta negli esseri umani che abitano quelle regioni e non nel numero dei barili di petrolio che le multinazionali estraggono dal sottosuolo.

La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani è il convitato di pietra che aleggia nelle trattative, senza mai emergere. Eppure sarebbe la soluzione giusta e definitiva per creare le condizioni di una pace mondiale duratura. È ciò che pensa il semplice cittadino poco avvezzo agli interessi di potere. È ciò che pensano i volontari delle numerose organizzazioni presenti in quei territori che, sfidando le bombe, sono sempre pronti a soccorrere i feriti senza chiedere a quale fazione appartengano.

È ciò che pensano i volontari di Uniti per i Diritti Umani e della Chiesa di Scientology, che operano tutti i giorni in quelle e in altre regioni in tutto il mondo, per creare una cultura popolare nuova, nel rispetto dei trenta articoli contenuti nella Dichiarazione Universale, convinti che è dal popolo che si diffonderà quella rivoluzione pacifica che i Diritti Umani inevitabilmente scatenano quando sono conosciuti e rispettati da tutti.

Molti parlano di un mondo migliore, noi ne stiamo creando uno“, scriveva il filosofo e umanitario L. Ron Hubbard, invitando i suoi seguaci a darsi da fare con tutte le proprie forze per creare una cultura nuova su questo tema, tanto da aver inserito i Diritti Umani come l’elemento inalienabile su cui fondare una nuova civiltà.

Così, anche in Sardegna, i volontari di Uniti per i Diritti Umani non si risparmiano, convinti che questa cultura nuova debba partire anche dalle nostre città e paesi per estendersi a macchia d’olio ovunque e, nella settimana in arrivo, faranno sentire la propria voce in una scuola superiore e nelle strade del centro a Cagliari, a Olbia e a Nuoro attraverso la distribuzione ai giovani di centinaia di libretti “Che cosa sono i Diritti Umani?” e “La storia dei Diritti Umani”.

Info: www.unitiperidirittiumani.it