Coronavirus cinese: ciò che sappiamo sul misterioso virus di Wuhan

Il 2019 non si è concluso nel migliore dei modi per i residenti di Wuhan, città di 11,08 milioni di abitanti nella provincia cinese di Hubei, a causa di un virus che finora ha mietuto 17 vittime. Tutti i dettagli nell’articolo. 

coronavirus cinese

È stato ribattezzato 2019-nCoV, il nuovo e misterioso virus che, a partire dal dicembre 2019, ha colpito i residenti di Wuhan, la più importante città della Cina centrale, e purtroppo si sta diffondendo anche negli altri Paesi.

Dopo la Thailandia, la Corea e il Giappone, infatti, il virus ha raggiunto anche gli USA nonostante le misure internazionali messe in atto per limitarne la diffusione. È notizia di oggi, 22 gennaio, che un trentenne residente a nord di Seattle, rientrato il 15 gennaio proprio da Wuhan, è risultato positivo al virus e ora si trova in isolamento e sotto stretta osservazione.

Tutto questo è accaduto dopo che le autorità cinesi – analogamente a quanto era accaduto per la SARShanno minimizzato la questione, affermando inizialmente che il virus non potesse trasmettersi da uomo a uomo, ma solo da animale a uomo, e poi sottostimando il numero delle persone contagiate.

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Uno studio dell’Imperial College of London, che ha analizzato i dati di volo e popolazione, ha stimato infatti 4.000 casi* a fronte dei 544** dichiarati dai CinesiUna grave mancanza, questa, soprattutto se consideriamo il ritardo nel prendere i provvedimenti per contenere l’epidemia (ben 5 settimane).

Ma cosa si sa, allo stato attuale delle cose, sul 2019-nCoV? In realtà ben poco, ma vediamo di fare il punto della situazione!

*Al 18 gennaio 2020.
**Al 22 gennaio 2020.

Coronavirus cinese: cosa è?

2019-nCoV è un virus appartenente al vasto genere dei Coronavirus, che annovera sia alcuni virus del raffreddore, tutto sommato innocui, sia virus potenzialmente letali come quello della SARS (Severe Acute Respiratory Syndrome) che, tra il 2002 e il 2003, con 8.000 infetti e 774 morti, si è reso responsabile di una pandemia che ha dilaniato l’Asia.

Il virus è stato rilevato per la prima volta al mercato del pesce di Wuhan – chiuso a partire dal 1° gennaio 2020, per effettuare tutti i controlli del caso – ma non si sa quale o quali animali lo abbiano trasmesso all’uomo.


Aggiornamento del 23 gennaio 2020: sembra che il virus sia stato trasmesso dai serpenti venduti al mercato. Tutti i dettagli qui.


Di certo c’è che il Coronavirus cinese si può trasmettere da uomo a uomo, come dimostrano i casi rilevati a lunga distanza dal focolaio d’infezione, e ciò avviene inalando le goccioline di saliva contaminate o toccando occhi, bocca e naso, dopo il contatto con oggetti contaminati.

Una volta inalato, quindi, il virus si localizza nelle vie respiratorie, causando un’infezione con sintomi simili a quelli influenzali:

  • febbre;
  • mal di gola;
  • tosse secca;
  • dolori muscolari;
  • difficoltà respiratorie.

Il tasso di mortalità – che al momento non sembra raggiungere quello della SARS – non è ancora noto. 

Coronavirus cinese: le strategie per limitare il contagio

Arrivati a questo punto, una domanda sorge spontanea: come difendersi dal Coronavirus cinese?

Benché i ricercatori siano già al lavoro sul vaccino, ci vorrà più di un anno prima che sia disponibile, secondo le recenti dichiarazioni di Anthony Fauci, direttore del National Institute of Allergy and Infectious Disease.

Nel frattempo, dunque, la Cina e gli altri Paesi stanno mettendo in atto delle strategie volte a limitare il contagio.

Le strategie a Wuhan

A Wuhan, in particolare, sono state annullate le celebrazioni del Capodanno cinese, che attirerebbero centinaia di migliaia di persone. 

La polizia stradale controlla le macchine in entrata o in uscita dalla città, per valutare la presenza di animali che potrebbero veicolare il virus.

Termometri a infrarossi sono presenti in aeroporto, nelle stazioni dei treni e degli autobus, per controllare la temperatura corporea.

epidemia a wuhan

Il sindaco Zhou Xianwang, infine, ha lanciato un appello affinché i residenti non lascino la città e i turisti non vi entrino.

Le strategie in Italia

Intanto anche l’Italia, come gli altri Paesi, sta correndo ai ripari.

Ad esempio, nell’aeroporto di Fiumicino – che ha tre voli diretti con Wuhan e molti altri non diretti – i passeggeri saranno controllati sia a bordo, sia in aeroporto, e i casi a rischio verranno mandati all’Istituto Nazionale Malattie Infettive di Roma.

Vista la situazione, inoltre, il Ministero della Salute ha consigliato di:

Valutare l’opportunità di rimandare i viaggi non necessari.

E, qualora non si potesse proprio farne a meno, consiglia di evitare i mercati alimentari e i luoghi troppo affollati, lavarsi spesso le mani e, per qualsiasi problema, rivolgersi all’ambasciata italiana. Per ora è tutto.

Noi di Sardegna Reporter seguiremo l’evolversi della situazione e, in caso di novità, non mancheremo di aggiornarvi. 

Jessica Zanza 

Fonti