Sorso. Al Palazzo Baronale, fino al 27 dicembre il progetto “Ti racconto una sedia”

“Sospesi tra la terra e il cielo; la sedia è trono dei Re e sgabello del buffone di corte … ci racconta storie di vita e storie di morte: rappresenta forse la vita stessa”.

Così Giampaolo Cassitta descrive ed esalta “Ti racconto una sedia” un progetto ideato e realizzato da Vittoria Nieddu che giunge al suo quarto appuntamento: dopo le tappe di La Maddalena, Nule ed Arzachena la mostra – progetto prosegue nel suo percorso itinerante per approdare, dal 20 al 27 dicembre 2019 all’interno della splendida, suggestiva e prestigiosa cornice del Palazzo Baronale di Sorso.

Con Vittoria Nieddu, gli artisti Antonella Canu, Michele Mura e Antonella Muresu, tutti originari di Ossi, Valeria Masala da Nule, Roberto Curotto da Lavagna, Pietro Paolo e Michele Marche, padre e figlio, da Arzachena, ed i “nuovi acquisti” Antonello Roggio da Sorso ed Angelo Maggi, entrambi noti ed affermati pittori della nostra isola.

Un progetto identitario che, al tempo stesso, vuol essere divulgativo della storia, della cultura, delle tradizioni della nostra isola nel connubio indissolubile tra il mare, la costa e le zone interne con l’obiettivo di rendere “una” la nostra terra e di congiungerne i poli, solo apparentemente opposti, per poi varcare il mare sino a raggiungere e contagiare il “continente”.

“Ti racconto una sedia” è questo: ogni volta due località e due identità, apparentemente “lontane” tra loro che, attraverso le sedie ed il loro contenuto, si avvicineranno e, pur mantenendo ciascuna la propria vocazione, troveranno nella terra di Sardegna il luogo di incontro, di dialogo, di scambio di e tra concetti profondi da condividere, divulgare ed esportare.

La mostra-progetto, permanentemente arricchita ed impreziosita dai tappeti provenienti dal Museo del Tappeto Tradizionale di Nule sarà presentata attraverso i “camei” di Giampaolo Cassitta, padrino della manifestazione, che racconterà il connubio, accostando a ciascuna sedia un’etichetta diversa proveniente dalle cantine produttrici Nuraghe Crabioni, Viticoltori Della Romangia, Cantina Sorso Sennori, 1 Sorso e Tenute Antonio Carta.

Il vino rappresenta, per eccellenza, il simbolo della cultura contadina e identitaria: la vigna, i colori dell’uva, il miracolo di un mosto che attraverso intrecci sottili diventa vino.

La sedia e il vino diventano sintesi, amore per la contemplazione, per l’allegria, per il gusto di stare insieme.
Quella diversità di uvaggi, quella differenza di legni e corde costruiscono la bellezza della casa, dell’aia colorata, dell’orizzonte colmo di opportunità.

Il vino e la sedia sono racconto tra la fantasia dei gesti e la realtà della vita.

Dopo La Maddalena, Nule, Arzachena e, adesso, Sorso la mostra progetto proseguirà in altre località della nostra isola secondo la consueta formula del “gemellaggio”, per poi varcare il mare per raggiungere la Liguria ed infine Roma.