Politica, Difesa. Calvisi: «Investire di più in tecnologia e ricerca»

“Oggi siamo di fronte a un grande elemento di novità sul piano culturale e nel dibattito politico: la richiesta di un intervento dello Stato e delle politiche pubbliche più incisive, non solo nell’ambito della Difesa, ma anche in quello dell’industria e della ricerca. Questo rappresenta sicuramente un cambiamento rispetto a una retorica, che per molti anni, si è fondata sulla rimozione del ruolo dello Stato nell’economia. Lo scenario internazionale contemporaneo è caratterizzato da grande instabilità e radicali mutamenti delle minacce alla difesa e alla sicurezza. È cambiato l’intero concetto di difesa. Ai classici domini “aria – terra – mare” si sono aggiunti spazio e cyber, nuove dimensioni che aprono ulteriori prospettive e anche criticità. La necessità, però,che emerge con chiarezza è quella di assicurare adeguati livelli di finanziamento e di investimenti nel settore della Difesa. A questa esigenza dobbiamo dare grande attenzione e risposte adeguate”. Lo ha detto il sottosegretario alla Difesa, Giulio Calvisi, intervenendo questa mattina al convegno “Esercito, motore tecnologico e di innovazione”, organizzato dallo Stato Maggiore dell’Esercito e tenutosi presso il Centro Alti Studi per la Difesa (CASD). All’evento hanno partecipato il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale Farina e numerosi rappresentanti dell’industria, del mondo accademico e della ricerca.

“Viviamo in un mondo non ancora pacificato – ha continuato Calvisi -un’epoca nella quale le incertezze sono più numerose delle certezze e il ritmo del cambiamento è tale da non consentirci distrazioni o ritardi. Le funzioni della Difesa si assicurano, anche e soprattutto, attraverso l’innovazione tecnologica.Spesso si evidenzia, giustamente, l’importanza e il valore delle attività svolte dalle Forze Armate a favore della popolazione (in caso di calamità naturali, salvataggio in mare di immigrati, operazione strade sicure). Però bisogna essere consapevoli ed evidenziare con altrettanta chiarezza, il lavoro che le Forze Armate svolgono costantemente a tutela della pace e della sicurezza nel nostro Paese.Un ruolo che, in un mondo dove esistono molteplici focolai di tensione, deve essere rafforzato e reso sempre più adeguato ed efficiente. Ecco perché dobbiamo investire nella ricerca e dobbiamo sviluppare tutte quelle tecnologie e quelle capacità industriali strategiche, che ci consentono di essere competitivi in uno scenario globale.In particolare – ha concluso il sottosegretario – dobbiamo attivare sempre maggiori sinergie tra Difesa, industria e mondo accademico. Dobbiamo creare una “contaminazione” e una collaborazione costante, agendo anche in una logica di partnership fra pubblico e privato, perché non esiste Difesa efficiente senza industria e ricerca. Concetto che vale sia per le Forze Armate, che per la società civile. Le tecnologie messe a punto in ambito civile,infatti, possono essere utilizzate e sviluppate in ambito Difesa e viceversa, le tecnologie nate in ambito militare, possono essere applicate all’uso civile”.