ENEL: FederEnergia Cisal scende in campo per difendere i diritti dei dipendenti

Nonostante l’azienda tenti di eludere, di sfuggire alle evidenti responsabilità organizzative, i fatti, purtroppo, dimostrano la correttezza delle denunce inoltrate sino ad ora da CISAL FederEnergia.

È dato certo che vi sia scarsità di risorse: non lo diciamo noi, lo dicono i numeri. Benché siano previsti 29 nuovi ingressi a fronte di 40 iso pensioni solo nel 2019, anche con tutti gli sforzi aziendali, saranno operativi e autonomi almeno fra tre anni. Una scelta tardiva, una scelta obbligata e numericamente insufficiente.

Che i lavoratori siano allo stremo delle forze e della pazienza lo dice lo sbilanciamento tra lavoro e vita privata, con le notevoli ore di straordinario che i lavoratori devono subire giorno e notte e per cui la parte economica non appaga più.

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Che regni grande insoddisfazione e amarezza tra i più giovani lo dicono i frequenti casi di dimissioni scaturite per gli stessi motivi, un vero fallimento per l’azienda.

Che la riorganizzazione, varata a gennaio 2019, risulti assurda e assolutamente incoerente, oltre a noi, lo certifica l’azienda con la strategia di ripiego, quasi un numero da prestigiatori inesperti, perché i trucchi si vedono ma soprattutto non portano ad alcun beneficio alla clientela, né ai lavoratori.

Varare una nuova riorganizzazione e lasciare la gestione dei CFT all’unità cedente, generando caos, non ci pare corretto né sensato. Pensare di modificare unità operative e crearne delle nuove, generando ancora più caos e malumore, ma soprattutto non giungendo ad alcun risultato, ci pare poco responsabile.

Ma qual è la strategia Enel?

Abbandonare il territorio senza che il presidio sia adeguatamente assicurato? Sperimentare una reperibilità di zona per superare i confini e “radunare“ i pochi lavoratori rimasti?

Trovare diverse soluzioni “creative” per gestire turni di “rinforzo“ alla ricerca di reperibili disponibili a un ulteriore turno e a un eventuale sacrificio?

Eseguire attività che non sono compatibili con l’origine e lo scopo della reperibilità? Visto che si dovrebbe eseguire solo il rispristino del servizio elettrico, invece oramai i lavoratori in reperibilità eseguono di tutto e di più?

Attivare la Task-Force per sopperire alla scarsità di risorse, che si sovrappone a spasmodici turni di reperibilità?

Attivare lo stato di allerta meteo stranamente e frequentemente a fine giornata lavorativa? O senza che la protezione civile abbia allertato in quello specifico territorio?

Lasciare la gestione del personale, in reperibilità, al solo Tecnico rimasto, senza strumenti efficaci o affidabili? Non rivelare le ore di straordinario che si effettuano? Non confrontarsi con il Sindacato?

Questa non è la strategia di un’azienda seria e responsabile. Tutto questo non è più sostenibile. CISAL FederEnergia si prepara a dare corso a una stagione di lotta per salvaguardare i diritti dei Lavoratori.