Cagliari: celebrato il 71° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani

La cerimonia ha visto un susseguirsi di emozioni vissute attraverso le parole e i canti Hare Krishna il cui rappresentante regionale, Judistira Dasa, ha aperto l’evento sottolineando che siamo esseri spirituali e in questo ci ritroviamo. Ha invitato a dare più spazio alle faccende spirituali in contrapposizione alla continua spinta alla materialità che il mondo ci ha abituati fino ad ora. Non è un caso se il canto espresso dagli Hare Krishna ha infuso gioia e serenità tra i presenti.

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L’excursus sui movimenti islamici esposto da Mohamad Doreid, rappresentante dell’Unione Culturale Libanese nel Mondo, ha in primo luogo aperto gli occhi in merito a verità non sempre rese note riguardo il mondo musulmano e in un secondo tempo ha riportato nel reame della spiritualità il messaggio del Corano con una citazione della Sura 36, 82:

Sei uno specchio che riflette un nobile viso, Questo universo non è fuori di te, guarda dentro te, ogni cosa che vuoi già sei.

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A succedergli è stato Don Ettore Cannavera. Le sue parole hanno fatto riflettere sull’importanza di considerare che dai grandi profeti agli uomini di religione, arrivando fino alle persone che conducono le vite più comuni, sebbene si possa ricevere un’educazione religiosa fondamentalmente dettata dal luogo in cui si è nati, che nessuno sceglie, ci si deve sempre sentire uniti nell’essere parte della spiritualità. Ha invitato a non abusare della parola “Dio”, specialmente in considerazione dell’uso improprio che ne ha fatto chi in suo nome ha condotto guerre. Piuttosto ha esortato a osservare che, sebbene la via che si utilizza per arrivare alla comprensione di Dio possa essere differente, la mèta sia la stessa in quanto tutti siamo sua emanazione.

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A concludere questo servizio domenicale è stata il Ministro Francesca Fadda e le parole del fondatore della religione di Scientology, L. Ron Hubbard. Con un messaggio di speranza e proseguendo sull’intento di incentivare il nutrimento dell’anima attraverso la vera ricerca di se stessi, i presenti hanno lasciato la cappella della Chiesa portando con sé la consapevolezza che l’unione tra religioni sia possibile, il rispetto reciproco sia indispensabile e la speranza che, mettendo da parte la falsità di chi vuole far passare l’uomo come animale, ci si possa indirizzare alla scoperta della verità e con essa la libertà spirituale.

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