Agitamus si conclude con i due convegni a Nuoro e Cagliari il 12 e 13 dicembre

Contagiosa come lo sbadiglio. “Accessibilità” è una parola che i bambini coinvolti nel progetto Agitamus del secondo semestre 2019 utilizzano con padronanza, perché è grazie a loro se gli adulti, d’ora in poi, avranno una visione meno fantascientifica della disabilità.

Dopo il grande successo riscosso a Sassari nel primo dei tre convegni provinciali conclusivi, il testimone passa prima a Nuoro (12 dicembre 2019) e poi a Cagliari (13 dicembre 2019).

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Saranno altre occasioni importanti per compendiare gli sforzi fatti in questi ultimi tre mesi nei vari istituti comprensivi dislocati nelle province storiche della Sardegna.

Nel capoluogo barbaricino la sede dell’incontro sarà il Teatro Eliseo, in via Roma n. 73. Convergeranno gli studenti degli Istituti comprensivi di Bosa, Dorgali, Oliena, Sorgono, il “Maccioni” di Nuoro, Santulussurgiu, Abbasanta, Sa Rodia di Oristano, Simaxis (plesso di Ollastra), Mogoro (plesso di Uras).

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Testimonial sarà il campionissimo oschirese Giovanni Achenza, fresco di titolo europeo paratriathlon a Valencia, ma già medaglia di bronzo alle paralimpaidi di Rio 2016. Tanti anche i titoli nazionali conquistati nel paraciclismo. Si comincia alle 10:00.

Il giorno dopo sarà la sala Zedda della Fiera Internazionale della Sardegna, in viale Diaz, ad accogliere le scolaresche di Sestu, “Randaccio” di Cagliari, Villacidro, Nurri, “Colombo” di Cagliari, Serramanna, Decimomannu, San Gavino.

Per l’occasione intratterrà la platea il campione del mondo di paratrap (tiro a volo) Oreste Lai da Sestu. Orario di inizio alle 10:00.

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Due appuntamenti in cui gli scolari delle elementari e delle medie si sentiranno particolarmente responsabilizzati perché hanno afferrato in pieno le potenzialità umane e sportive celate in una persona che si approccia al mondo con estrinsecazioni singolari. Mostreranno il loro personalissimo modo di interpretare l’accessibilità attraverso un cartello, già consegnato alle amministrazioni comunali, che indicherà i luoghi in cui una persona con disabilità potrà accedervi senza trovare ostacoli.

Le espressioni di Agitamus, progetto caldeggiato dall’allora presidente del CIP Sardegna Paolo Poddighe e sostenuto economicamente dalla Regione Sardegna, trova nello psicologo Manolo Cattari la propulsione ideale per infrangere i pregiudizi:

Stiamo assistendo ad una rivoluzione culturale basata sulla compassione, l’accoglienza e l’accettazione dell’altro – conferma Cattari – ottenuta grazie a un sistema di promozione dell’inclusione capillare che ha riguardato 4.000 bambini. Un numero che lievita ulteriormente se contiamo i rappresentanti delle municipalità coinvolte e le quindici federazioni, preziose nel mettere a disposizione gli atleti paralimpici. Sono loro infatti i veri protagonisti grazie alle loro storie e le dimostrazioni pratiche nel loro sport di riferimento; hanno aperto un ampio varco nella percezione dei discenti.

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La macchina di Agitamus è perfettamente oliata perché dietro c’è un’organizzazione efficiente che parte dalla sede del CIP Sardegna con la supervisione della presidente, Cristina Sanna, e della segretaria Mariagrazia Madrigale. Gli input arrivano alle coordinatrici territoriali Monica Pirina e Oriana Pistidda che poi si interfacciano con Istituti Comprensivi, Federazioni e atleti. I lavori sono stati portati avanti nella stessa, identica maniera in tutte le scuole, e anche questo rappresenta un grande successo.

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In occasione dei convegni finali di Nuoro e Cagliari saranno protagonisti gli psicologi: hanno avuto un ruolo preminente nella gestione dei vari incontri che si sono alternati nelle varie classi riguardanti le disabilità fisiche, intellettive relazionali e sensoriali. Saranno presenti Roberta Manca, Marianna Melis, Consuelo Pilia, Andrea Pira, Claudia Tocco, Chiara Anziani, Carla Ximenes, Chiara Azzu, Giuseppina Milia, Siria Bonu.

Sono contento di come si è sviluppato il lavoro in questo secondo semestre – afferma il coordinatore di Agitamus Paolo Poddighe – perché concetti quali integrazione, accessibilità, sport per tutti caratterizzano la mission del CIP. Rimarco inoltre l’esperienza di cittadinanza attiva da parte dei bambini che si preoccupano di rendere accessibile il loro territorio. È un messaggio di speranza che invita a non mollare mai di fronte a un ostacolo, nell’occasione trasformatosi in un’opportunità per muoversi nel mondo, concetto da sintetizzarsi in una sola parola: Agitamus.

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