A Cagliari la seconda delle tre giornate del festival Transistor

Dopo il laboratorio di introduzione all’allenamento del Taiko (in giapponese “tai” e “ko”, “grandi tamburi”), ci si immergerà di nuovo nell’antica cultura giapponese con il concerto – spettacolo, alle 18.30, MUNEDAIKO LIVE – L’ARTE DEL TAIKO. Protagonisti i fratelli Mugen, Naomitsu e Tokinari Yahiro, componenti il gruppo Munedaiko – riconosciuto ufficialmente come collaboratore culturale dall’ambasciata giapponese in Italia, che promuove da diversi anni l’arte del Taiko in Europa e in Asia – per un appuntamento che Cada Die realizza in collaborazione con l’associazione Malik – rassegna Skillellé. Pronti per il mondo e con il Centro Macrobiotico Sardo.

Non solo musica da ascoltare, ma gesto, equilibrio, ritmo, bellezza, spiritualità e sacralità nell’esibizione del gruppo nipponico, che non a caso è stato di recente invitato in Vaticano direttamente da Papa Francesco per tenere nel 2020 questo stesso concerto. E che con l’arte del Taiko è capace di far scaturire dalla millenaria pratica del tamburo giapponese la massima potenza ed espressione sonora. I grandi tamburi vengono ottenuti dal tronco di un unico albero e sono caratterizzati dalla presenza di una doppia pelle in grado di fornire particolari vibrazioni e risonanze, grazie anche alla robustezza che permette di reggere la percussione su entrambi i lati. I tamburi del taiko hanno acquisito nel tempo il valore di uno strumento sacro, utilizzato all’interno dei templi e destinato a generare, attraverso la profondità del suono, un accesso immediato alla sfera del divino. Ascoltare le vibrazioni del tamburo ha diversi effetti terapeutici e porta benefici sia alla condizione fisica che a quella psico-fisica, confermati dalle moderne ricerche scientifiche e dalle più antiche civiltà dell’uomo. Gli strumenti e gli interessi a cui si dedica il gruppo Munedaiko comprendono uno studio globale delle arti e vanno oltre la sola visione musicale.

E a favorire il dialogo con l’assoluto, in occasione dello spettacolo-concerto cagliaritano, saranno i movimenti della danza tradizionale e il suono di altri strumenti dell’antica cultura musicale giapponese, tra cui, in particolare, il flauto shakuhachi. Il pubblico potrà saggiare nella Basilica di San Saturnino la forza del Taiko nel richiamare idealmente le vibrazioni interiori, forza che lo ha reso nei secoli un protagonista delle feste popolari giapponesi, capace di risvegliare, in chi ascolta e osserva, il ritmo ancestrale che anima il respiro dell’individuo e dà forma al desiderio di armonia nei confronti del mondo naturale.

La serata di sabato 7 si aprirà con BATTITO AUMENTATO, a cura di Marco Massa, “software developer” ventiseienne, attualmente studente alla Facoltà di Informatica, ricercatore del Crs4, esperto di tecnologie immersive, aumentata e virtuale. Per realtà aumentata, o realtà mediata dall’elaboratore, si intende l’arricchimento della percezione sensoriale umana mediante informazioni, in genere manipolate e convogliate elettronicamente, che non sarebbero percepibili con i cinque sensi.

In esclusiva per Transistor Massa elaborerà un’applicazione per i cellulari, scaricabile da tutti, per vivere un’esperienza di realtà aumentata che permetterà di scoprire e osservare la Basilica di San Saturnino sotto un’altra luce. Grazie all’uso di innovative tecnologie sarà possibile svelare i misteri e i segreti dell’affascinante chiesa, location del festival.

TRANSISTOR è organizzato da Cada Die Teatro con la collaborazione preziosa del Polo Museale della Sardegna, e delle associazioni Malik e Cultarch, con il sostegno di Mibact, Regione Sardegna (Assessorato alla Cultura), Comune di Cagliari, Municipalità di Pirri, Ersu.

L’ingresso è gratuito per tutte le attività