Lula. L’uomo e il Montalbo, tra scienze e prevenzione con l’esempio della Carta De Logu

Venerdì scorso, 22 novembre, i ragazzi della scuola secondaria di primo grado di Lula hanno dedicato il pomeriggio alla conoscenza del territorio montano del Montalbo. Gli alunni, accompagnati dal personale dei Ceas di Lula e di Lodè, hanno così potuto scoprire il connubio uomo-montagna dall’antichità sino ai giorni nostri. Dopo una lezione propedeutica, l’uscita didattica ha consentito loro di visitare i sentieri dei carbonai, sos furros de carchina e sa Conchedda ‘e su Priteru, una domus de janas scavata dentro un roccione calcareo reso rosa dalle venature ferrose. Immancabile la visita anche alla sorgente di Mannu ‘e Grunis. Luoghi che grondano di storia e di storie, di racconti e di leggende.

Nel pomeriggio di lunedì 25, invece, i ragazzi hanno dialogato con il personale del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale – Stazione di Lula e dei CEAS di Lula e di Lodè.
Tema centrale dell’incontro è stato sempre l’uomo e l’ambiente montano, un rapporto millenario che continua sino ai giorni nostri con nuove criticità e con nuovi equilibri da conquistare e da ottenere.

Melchiorre Pala, Ispettore Superiore Comandante della Stazione di Lula del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale, accompagnato dall’Assistente Capo Davide Pische, hanno poi raccontato il ruolo e le funzioni del Corpo sul territorio. È stato inoltre sottolineato più volte il ruolo attivo di ciascuno di noi nella salvaguardia dell’ambiente, nella mitigazione dei rischi idrogeologici e nella prevenzione degli incendi boschivi.

Tre temi fortemente intrecciati e sui quali occorre investire in ambito di prevenzione e di educazione ambientale nelle scuole.

Particolare attenzione è stata data agli incendi boschivi, vera piaga ambientale, nonché economica e sociale, della Sardegna. Si sono toccati i temi della difesa e i diversi aspetti relativi alla vigilanza, prevenzione e repressione in materia dei fuochi. Tema che si è poi intrecciato con la storia, la lingua e la cultura della Sardegna, con accenni alla Carta De Logu del 1392 e alle prescrizioni indicate da Eleonora, giudicessa di Arborea, che risultano efficaci ancora oggi.

Nei cinque capitoli dedicati dalla Carta alla normativa sugli incendi, buona parte era riservata alla parte sulla prevenzione: divieto di bruciare prima della data dell’8 settembre residui di coltura erbacea rimasta sul campo dopo il taglio o la mietitura e obbligo della creazione di fasce parafuoco (sas doas) entro il 29 giugno. I capitoli dedicati alle condanne dei piromani, differenziavano infine le pene di quelli colposi da quelli dolosi (suddivisi a loro volta in incendi di case e di terreni).