Laconi. La Rete dei Castelli della Sardegna: il 15 e 16 la seconda tappa del festival

Domani (venerdì 15) e sabato 16 novembre a Laconi andrà in scena la seconda tappa del festival culturale La Rete dei Castelli della Sardegna. Tra spettacoli e presentazioni letterarie, la Sardegna va alla scoperta delle sue radici più profonde in un clima di festa e di valorizzazione della propria tradizione.

Nuovo duplice appuntamento domani (venerdì 15) e sabato 16 novembre per il festival culturale Rete dei Castelli della Sardegna. A Laconi si succederanno presentazioni letterarie, incontri di prestigio e spettacoli internazionali. Un nuovo modo per i sardi per andare alla scoperta e riscoperta delle radici più profonde di questa terra, in un clima di festa e di valorizzazione della propria tradizione. Sede d’incontro sarà la bellissima piazza del Castello Aymerich, che sorge su un piccolo tacco calcareo a circa 550 metri d’altezza, immerso nel verde del parco Aymerich, tra cascate ed alberi centenari dalla storia lunga e ricca.

Venerdì 15 novembre si comincia con un incontro, a partire dalle 17.30, dal titolo “Laconi, Làcana….terra di confine”. Il dibattito, condotto dal giornalista Giacomo Serreli, vedrà Giorgio Murru – direttore del museo delle statue preistoriche di Laconi – discutere con l’archeologo Raimondo Zucca il tema della scoperta dei limiti territoriali e culturali tra le terre romanizzate e le CivitatesBarbariae, alla radice di un conflitto culturale millenario.

Sabato 16 novembre invece, sempre alle 17.30, ci sarà la presentazione del libro “La presunta storia vera di Giulio e Giulia” di Giovanni Follesa. A seguire, alle 19.00, l’artista argentino Gasparato mostrerà al pubblico i frutti dei suoi spettacoli in giro per il mondo, con un evento esilarante, originale e ricco di sorprese. Ci saranno numerose scene di destrezza, magia, delirio e comicità, che attireranno il pubblico di tutte le età e nazionalitá perché il suo linguaggio é universale. Emoziona, diverte e stupisce, interagendo e improvvisando con il pubblico, riempiendo la scena di istanti unici, assurdi e inaspettatamente comici.

La tradizione indica nei resti all’interno del parco Aymerich i ruderi del castello di Laconi appartenente alla nobile famiglia e oggi immerso in una pittoresca vegetazione. Scavi archeologici e stratigrafie murarie hanno consentito di stabilire interventi di tempi diversi, che ne rendono la lettura assai difficoltosa. Si individua un edificio più antico, a pianta rettangolare, attraversato da un passaggio voltato a botte e preceduto da un ingresso con volte a sesto acuto. Sul lato destro del passaggio voltato è murata un’epigrafe, non ancora del tutto decifrata, che tuttavia riferisce della presenza di una porta e comprende una data: 1053. Probabilmente l’epigrafe apparteneva ad altro edificio ed è stata reimpiegata, in quanto le strutture denotano modi costruttivi propri del XIII secolo. Accanto a questa sorta di torre si erge il palazzo vero e proprio, residenza della famiglia degli Aymerich, marchesi di Laconi, dal XVII secolo. È costituito da un’ampia sala a pianta rettangolare, nel perimetro della quale si apre una serie di finestre ad arco inflesso, di tipo gotico-catalano.