Imprenditore di Trinità D’Agultu contro i vertici del Banco di Sardegna

Quella che stiamo per raccontare è una storia di un imprenditore che, a suo parere, una volta che si rimane invischiati nel sistema bancario, è facile rimanere condizionati da un meccanismo che ti "schiaccia" e, conseguentemente, il fallimento della tua azienda è dietro l'angolo.

 

Ciò accade, soprattutto, in virtù di un sistema creditizio che, nel momento in cui l’azienda produce utili, prima allarga le maglie nel concedere prestiti e liquidità, ma nel momento in cui l’imprenditore è in difficoltà, la banca chiude i “rubinetti” e richiede l’immediata restituzione di quanto ottenuto a suo tempo. Non sempre, per giunta, le mediazioni giungono a buon fine, magari per l’irrigidimento del funzionario di turno, e così il fallimento del povero imprenditore è inevitabile.

Di storie simili non mancano in Sardegna, con tanti imprenditori, appunto, stritolati dal sistema creditizio, com’è accaduto al costruttore edile Claudio Addis con la sua “Comida Costruzioni S.r.l.”. Addis, infatti, ci racconta che la propria azienda, in un periodo particolarmente florido del mercato immobiliare, dal Banco di Sardegna ha ottenuto diversi e sostanziosi crediti. Improvvisamente è giunta la crisi e il mercato immobiliare ha subito una grave contrazione.

“Niente vendita di lotti di terreno, di ville e appartamenti. La contrazione edilizia – afferma Addis – è stata tale da non poter fare fronte agli impegni assunti con la banca. Ai funzionari – continua – ho fatto presente la mia situazione, ma il dialogo non è stato possibile per le condizioni che mi venivano proposte, spesso e volentieri con atteggiamenti vessatori.”

“Poiché tra i diversi tira e molla con i funzionari del Banco di Sardegna – continua Addis – non si è riusciti a trovare una via d’uscita, ritenendomi danneggiato nell’attività d’imprenditore, in più circostanze sono dovuto ricorrere a diverse azioni per ottenere giustizia. Ovviamente ho interessato la magistratura isolana, per la precisione quella di Sassari, che puntualmente ha delegato gli uomini della Guardia di Finanza di Sassari, coordinati dal Tenente Colonnello Marco Sebastiani. Ebbene, le Fiamme Gialle, dopo accurate indagini, hanno riscontrato, da parte di alcuni alti funzionari del Banco di Sardegna, una serie di condotte alquanto discutibili nei miei confronti”.

In particolare, l’informativa della Guardia di Finanza, ben dettagliata, fu trasmessa alla Procura di Tempio Pausania, competente per territorio. In essa furono ipotizzati una serie di possibili reati nei confronti di sei soggetti, tra i quali anche il direttore Generale del Banco di Sardegna, il  Rag. Giuseppe Cuccurese.

“Nell’informativa, continua Addis – le Fiamme Gialle chiedono, di sottoporre ad intercettazione telefonica e perquisizione domiciliare i sei indagati. Il pubblico ministero della Procura di Tempio Pausania, dott. La Femina, però, ritenne opportuno archiviare il caso”.

Naturalmente puntuale è arrivata l’opposizione all’archiviazione da parte del legale che tutela gli Interessi dell’imprenditore Claudio Addis.

Chiaramente la Guardia di Finanza, nel corso di mirate indagini, aveva raccolto prove e testimonianze in grado di fare emergere le responsabilità dei soggetti inquisiti. Secondo le Fiamme Gialle, appunto,  ci fu il progetto consumato di portare la “Comida Costruzioni S.r.l.” al fallimento, con ville e terreni sul mare, per un valore immobiliare calcolato in alcuni milioni di euro.

All’imprenditore, inoltre, che più volte aveva denunciato le truffe in suo danno, sono pervenute minacce e intimidazioni, tanto che la sua auto in sosta nelle vicinanze della propria abitazione, era stata data alle fiamme da ignoti, con relative indagini dei carabinieri del posto.

Claudio Addis, già incatenatosi alla direzione generale del Banco di Sardegna, ancora oggi continua imperterrito la sua battaglia per avere giustizia, poiché, conclude, “avevo le carte in regola per evitare il fallimento della mia azienda”.

Il prossimo 16 gennaio, comunque, si aprirà a Sassari, con rito monocratico, il processo per diffamazione a carico dell’Addis.

Stando alle nostre informazioni, l’imprenditore avrebbe accusato pubblicamente, sia sui social che in una rete televisiva locale, i soggetti da lui ritenuti i responsabili del fallimento della “Comida Costruzioni S.r.l.”, ai quali, appunto, ha addebitato loro quanto scrupolosamente dettagliato precedentemente nella denuncia.

Nel corso di quel processo, dunque, Claudio Addis avrà l’opportunità, con l’ausilio dei suoi legali, di meglio chiarire i vari aspetti della propria vicenda.