COPAGRI: “1.900 giovani sardi esclusi dalle graduatorie dei bandi in agricoltura”

La vicenda sembrerebbe inverosimile, ma così non è, e il tutto si sta giocando sulla pelle dei giovani residenti in Sardegna sotto i 41 anni di età. Al dramma di non vedersi accolta la domanda per insufficiente disponibilità finanziaria (che prevede un contributo a fondo perduto di 35.000 euro per il giovane che s’insedia in azienda per la prima volta), con l’obbligo di aprire la partita IVA per poter presentare la domanda stessa, ora arriva anche la beffa. Questi 1.900 giovani, esclusi dal finanziamento per la domanda PSR, non potranno più presentare nuove domande per la misura: infatti, risultano scaduti i 18 mesi dall’apertura della posizione, tempo che il bando prevedeva per poter ripresentare la domanda in un nuovo bando; inoltre, non potranno essere assunti da enti pubblici o aziende private (vedi il bando “Lavoras” destinato a disoccupati, bandito dalla stessa Regione) perché risultano “occupati”, essendo titolari di partita IVA – afferma Paolo Ninniri, presidente di COPAGRI Nord Sardegna. – Ma il danno e la beffa per questi giovani non terminano qui: infatti, se la Regione non decide una clausola di sanatoria, questi giovani non potranno partecipare a un futuro bando di primo insediamento previsto in questo o nel prossimo PSR 2021/2027, perché sempre titolari di partita IVA e fuori dai 18 mesi dall’apertura della posizione. – Una situazione – conclude Paolo Ninniri – che va sanata immediatamente da parte della Regione Sardegna, approvando una norma che dia la possibilità a questi 1.900 giovani sardi, di età sotto i 41 anni, di poter accedere alle assunzioni anche a tempo determinato nella pubblica amministrazione e che, per il prossimo bando “insediamento giovani” del PSR, possano ripresentare la domanda. Si sanerebbe, cosi, una colossale ingiustizia – afferma Paolo Ninniri.