A Foras risponde alle dichiarazioni del nuovo sottosegretario alla difesa Giulio Calvisi

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Sbaglia interlocutore, il nuovo sottosegretario alla Difesa del governo Conte Bis, il sardo Giulio Calvisi. Dice, in un’intervista apparsa oggi: “Il riequilibrio delle servitù è una richiesta storica delle classi dirigenti sarde”. Delle comunità che abitano le terre occupate dalle Forze Armate italiane non gli interessa nulla, così come non gli interessa nulla della volontà dei sardi. Si sbaglia però, e il 12 ottobre a Capo Frasca, nella manifestazione organizzata da più di 40 soggetti, saremo in tanti per dimostrarlo.

Farci rappresentare dalla Giunta Regionale, non ci interessa. L’intesa Pigliaru-Pinotti sulla presenza militare nell’isola, vero capolavoro di inconsistenza politica e di spot pubblicitari senza alcun effetto, dimostra con chiarezza come le cosiddette classi dirigenti sarde non abbiano né l’interesse né la capacità di affrontare seriamente la questione dell’occupazione militare della nostra terra. Di chi dovremmo fidarci, di quelli che hanno accettato senza colpo ferire la totale secretazione del calendario e del contenuto delle esercitazioni che vengono svolte in Sardegna? Di chi è riuscito a non difendere le già scarse prerogative di controllo e indirizzo di cui godeva il CoMiPa?

La linea tracciata da Calvisi, peraltro, è già chiara. Non si parla di dismissione, non si parla di liberare la Sardegna dall’enorme peso dell’occupazione militare. Non si fa riferimento a chi è morto e a chi si è ammalato per l’inquinamento delle basi, né al risarcimento dei danni ambientali, sociali, umani ed economici subiti dalle comunità locali.

Non possiamo affidarci all’intermediazione di nessuno, dobbiamo essere noi in prima persona a pretendere lo stop immediato delle esercitazioni e l’inizio immediato della dismissione dei poligoni. Dobbiamo essere noi, come singoli e come organizzazioni, a porre sul tavolo la questione delle bonifiche e dei risarcimenti.

Questo, come gli altri, non è un governo amico. Ma ci libereremo prima o poi delle forze armate italiane e possiamo farlo solo noi, senza sperare nell’aiuto di nessuno. Il primo passo è essere in tanti il 12 ottobre a Capo Frasca, per la Manifestada contra a s’ocupatzione militare de sa Sardigna organizzata da più di 40 soggetti, fra associazioni, partiti e collettivi. Invitiamo tutti ad attivarsi per la diffusione del materiale informativo e per garantire, tramite pullman, la maggior presenza possibile da ogni territorio della Sardegna.

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