La difficile situazione sulla Sanità Sarda si rispecchia sui finanziamenti al Mater Olbia

In una situazione di preoccupante emergenza e precarietà di servizi prioritari e della operatività della sanità pubblica in Sardegna, come Medicina Democratica Sardegna riteniamo  una scelta assurda ed inaudita  il voto con cui Consiglio Regionale della Sardegna ha deliberato di stanziare quasi 150 milioni di euro in favore del Mater Olbia, con ampia maggioranza che coinvolge anche l’opposizione“, è quanto ha dichiarato Francesco Carta, presidente di Medicina Democratica Sardegna. “Come si può decidere un grosso finanziamento per la sanità privata- ha sottolineato- e non trovare fondi per la sanità pubblica? Siamo ormai in una situazione drammatica, dove per le politiche sanitarie improntate alla riduzione della spesa sanitaria e ospedaliera  si è arrivati al punto da rendere impossibile garantire i Livelli Essenziali di Assistenza, (L.E.A.) in tutto il territorio regionale, con la chiusura di servizi fondamentali anche nella emergenza e urgenza!
L’allarme lanciato da Medicina Democratica nasce dalla constatazione del moltiplicarsi pressoché quotidiano di  situazioni  di grave criticità in numerosi presidi ospedalieri pubblici: ultima la chiusura della UTIC (Unità di Terapia Intensiva Coronarica) ad Oristano, per personale insufficiente, che costringerà i pazienti con infarto acuto ad  essere trasferiti a Cagliari o a Nuoro; la mancanza di medici con specifica formazione per il Servizio di 118; il pericolo di chiusura dell’Ospedale di Ghilarza per mancanza di personale; chiusura di importanti servizi di Chirurgia della mammella e della tiroide, gli utenti si dovranno rivolgere ad altri centri allungando le liste d’attesa; la mancata sostituzione del personale nei vari reparti ospedalieri e nella Igiene pubblica.
Questi problemi sono stati denunciati recentemente nella riunione straordinaria del Consiglio Comunale di Oristano alla presenza dei sindaci, dei rappresentanti territoriali e del Presidente della Commissione sanità del consiglio regionale. Iniziative simili si sono svolte in molti comuni sede di piccoli ospedali che rischiano il ridimensionamento e la chiusura di reparti  Isili, Sorgono, Muravera, La Maddalena,Lanusei, Ozieri, Thiesi. Le carenze sanitarie e di personale interessano ormai anche i comuni capoluogo di Provincia , Oristano, Nuoro , Carbonia Iglesias e Medio Campidano , per finire con i grossi Presidi Ospedalieri di Cagliari, Sassari e nelle rispettive Università.
Si è arrivati, di fronte a tale stato di cose, ad avanzare proposte emergenziali per la sanità pubblica con l’utilizzo di neolaureati non specializzati e persino di medici militari, per garantire attività essenziali nelle strutture sanitarie in maggior crisi di risorse e di personale!La scelta di destinare risorse così ingenti per una struttura privata come il Mater Olbia, rappresenta un ulteriore duro colpo per la sanità pubblica e accelera il processo di privatizzazione in atto da decenni, in contrasto con gli orientamenti della Organizzazione Mondiale Sanità (O.M.S.), che  riconosce la superiorità del Servizio Pubblico universalistico, per garantire una migliore assistenza per i cittadini. Tale scelta accentua lo stato di   la precarietà della sanità pubblica e mortifica gli operatori sanitari, che con grande professionalità e spirito di abnegazione operano nelle strutture pubbliche, nonostante  tante difficoltà e disagi.