Golfo Aranci. Peschereccio in fiamme affonda al largo di Capo Figari: recuperati cinque naufraghi

La Guardia Costiera di Olbia è intervenuta questa mattina a circa 15 miglia a nord est di Capo Figari con numerosi mezzi aeronavali, dopo aver ricevuto un may day da un peschereccio di 25 metri di Cala Gonone con un incendio a bordo, riuscendo a salvare e recuperare i 5 membri dell’equipaggio.

La Guardia Costiera di Olbia è intervenuta questa mattina a circa 15 miglia a nord est di Capo Figari con numerosi mezzi aeronavali, dopo aver ricevuto un may day da un peschereccio di 25 metri di Cala Gonone con un incendio a bordo, riuscendo a salvare e recuperare i 5 membri dell’equipaggio.

La Sala Operativa del 16° M.R.S.C. di Olbia disponeva immediatamente l’invio delle dipendenti motovedette CP 894, CP 273 e della CP 709 di Circomare Golfo Aranci. Giunte sul posto, le unità navali del Corpo, coordinate dal Direttore Marittimo C.V. (CP) Maurizio Trogu, individuavano i naufraghi che, nel frattempo, vista l’impossibilità di spegnere l’incendio, avevano velocemente abbandonato il peschereccio gettandosi in mare e trovando rifugio sulla zattera di salvataggio. La CP 709 provvedeva immediatamente al recupero dei malcapitati provati dall’evento che, trasbordati a bordo della motovedetta, venivano assistiti dall’equipaggio. Giunta presso la banchina della Capitaneria di porto di Olbia, la CP 709 provvedeva allo sbarco dei naufraghi che venivano affidati alle cure di primo soccorso da parte del personale del 118, nel frattempo allertato dalla Sala operativa della Capitaneria di Porto.

Nel frattempo sul luogo dell’incidente, su richiesta della Sala Operativa, interveniva, coordinandosi con gli altri mezzi della Guardia Costiera già sul posto, il mezzo navale “KORAL” del Ministero dell’Ambiente di stanza a Golfo Aranci, provvisto di dotazioni antincendio ed antinquinamento, nel tentativo di domare l’incendio e scongiurare un eventuale sversamento di sostanze inquinanti. Veniva richiesto l’intervento dell’ ”ATR” 42 “Manta” del 3° Nucleo aereo Guardia Costiera di Pescara che effettuava diversi sorvoli per individuare eventuali tracce di sostanze inquinanti sulla superficie del mare interessata dall’incidente.

Nonostante il pronto intervento e lo sforzo profuso dai mezzi intervenuti, i danni strutturali provocati dall’incendio causavano l’affondamento del peschereccio, dopo molte ore dal may day, su un fondale di circa 500 metri.

I mezzi della Guardia Costiera e del Ministero dell’Ambiente rimanevano comunque nell’area delle operazioni per monitorare eventuali danni da inquinamento senza però riscontrare alterazioni dell’ambiente marino. La Capitaneria di porto di Olbia ha avviato l’inchiesta volta ad accertare la dinamica degli eventi e le cause che hanno scatenato l’incendio a bordo.