Serramanna. 8×1000, “La fattoria San Michele” e il progetto della Caritas per la nuova campagna Cei

La campagna di comunicazione 8xmille della Conferenza Episcopale Italiana ha l’obiettivo di ricordare il valore della partecipazione. Una nuova strategia e un nuovo format illustrano, sempre con concretezza ed efficacia, ciò che rende migliore l’Italia. Raccontano l’orgoglio di far parte del “Paese dei progetti realizzati”, divenuti realtà grazie all’impegno di milioni di volontari, migliaia di sacerdoti e suore.

Un Paese da scoprire sul sito www.8xmille.it della Conferenza Episcopale Italiana. 15 i progetti al centro della nuova campagna, scelti tra le migliaia sostenuti in questi anni, in Italia e all’estero, attraverso le tre direttrici fondamentali di spesa: culto e pastorale, sostentamento dei sacerdoti diocesani, carità in Italia e nel Terzo mondo. La firma è servizio al prossimo e trasparenza. La Chiesa cattolica ogni anno si affida alla libertà e alla corresponsabilità dei fedeli e dei contribuenti italiani per rinnovarla, a sostegno della sua missione.

Situata nella Diocesi di Ales Terralba, la più piccola d’Italia, la Fattoria San Michele a Serramanna, nel Medio Campidano, sostenuta con 280 mila euro dall’8xmille alla Chiesa cattolica, è una comunità terapeutica, fondata nel 1991, che accoglie venti persone con problemi di dipendenza e le aiuta in un percorso di riabilitazione attraverso l’agricoltura e l’allevamento. Il territorio, ex distretto minerario ferito dallo spopolamento, oggi è un’area tra le più povere d’Italia. Qui 500 ragazzi hanno trovato sostegno e una via d’uscita dal tunnel della droga e dell’alcolismo. Oggi si allevano circa 300 animali su 38 ettari di terreno e vengono coltivate mandorle e pesche. “Contro le disillusioni più cocenti e le seduzioni più spregiudicate, progettiamo il futuro contro le dipendenze da cocaina, alcool, droghe chimiche – dice don Angelo Pittau, 80 anni, instancabile direttore della Caritas diocesana – Oggi c’è una recrudescenza di dipendenze e disturbi mentali tra chi ha dai 15 ai 60 anni. La disoccupazione tocca il 60%, la dispersione scolastica è al 28%. Noi rispondiamo con la prevenzione, la cura e la terapia occupazionale mirata al reinserimento nell’agricoltura e nell’allevamento”.

Anche quello innovativo di asine per utilizzarne il latte nella cosmesi e nei prodotti sanitari: “ci aiutano docenti volontari, ma avremmo bisogno che il percorso diventasse un autentico cammino di speranza – aggiunge don Angelo – In tutta la diocesi abbiamo dato vita a progetti sociali che generano occupazione, creando finora circa 600 posti di lavoro, e ogni volta il primo passo è stato l’8xmille. La Sardegna ritroverà la pace sociale mettendo i cittadini, non gli egoismi, al primo posto. Papa Francesco ci incoraggia alla difesa del popolo di Dio”.

Grazie all’immenso impegno di don Angelo e di tutti i giovani volontari che con lui collaborano assiduamente, molte persone riescono a risollevarsi dalla tossicodipendenza. Tutto questo è possibile grazie al sostegno economico dell’8xmille, prezioso per una diocesi con un territorio così piccolo ma ricca di opere e azioni.

Destinare l’8xmille alla Chiesa cattolica equivale, quindi, ad assicurare un servizio di conforto, assistenza e carità al prossimo. In tutta Italia sacerdoti e progetti ecclesiali restituiscono ai giovani spazi, fiducia e formazione, dai doposcuola di qualità all’avviamento professionale. Aiutano concretamente le famiglie, gli anziani e soccorrono i più fragili con migliaia di interventi. L’utilizzo dei fondi è rendicontato anche sul web attraverso la Mappa 8xmille, in continuo aggiornamento.

Disponibile sul sito 8xmille.it il video relativo all’iniziativa della Caritas diocesana di Ales racconta attraverso la testimonianza di Don Angelo, degli operatori, degli ospiti e dei volontari la quotidianità di una comunità “speciale” dove, attraverso il lavoro e la vita in comune, uomini e ragazzi con problemi di dipendenza si avviano verso un nuovo cammino.