Oristano, Controlli presso le strutture ricettive della Provincia

Nei giorni scorsi, nell’ambito dell’intensificazione dei servizi di polizia disposti dal Questore di Oristano per il periodo estivo, personale della Divisione Polizia Amministrativa Sociale e dell’Immigrazione avvalendosi della collaborazione di personale dell’Ispettorato del Lavoro, ha proceduto al controllo e alla verifica degli adempimenti in capo delle strutture ricettive presenti nel capoluogo e nella provincia.

Le verifiche hanno riguardato la trasmissione delle generalità delle persone ospitate, alla Questura attraverso il portale “Alloggiati Web” della Polizia di Stato, nonché la corrispondenza tra le liste delle strutture autorizzate e quelle pubblicizzate su internet, effettuata mediante appositi controlli incrociati.

Gli operatori impegnati hanno proceduto inoltre al vaglio delle autorizzazioni amministrative richieste per la somministrazione/preparazione degli alimenti o bevande qualora le stesse strutture svolgessero questo tipo di servizio.

I capillari controlli e le attività di verifica, hanno permesso di rilevare delle irregolarità presso alcune strutture e di denunciare una persona, titolare di una casa vacanze che, oltre a non aver comunicato la presenza di ospiti, non aveva neanche stipulato un regolare contratto di lavoro con il personale impiegato presso lo stesso.

L’attività è scaturita dalla necessità di dare attuazione al decreto sicurezza del 04.10.2018 nr. 113, che ha esteso a tutti gli affitti e subaffitti brevi, le locazioni inferiori ai 30 giorni l’obbligo del padrone di casa di comunicare entro le 24 ore dall’arrivo alla Questura le generalità dei propri inquilini, previsto fino a poco tempo fa, solo per gli affitti brevi solo in caso di ospiti extracomunitari.

Le finalità di suddetti controlli sono quelli di combattere l’abusivismo ricettivo e reprimere la condotta dei proprietari o conduttori di case, appartamenti e stanze che, non dichiarando i propri ospiti e non denunciando i propri indebiti introiti, affitta a prezzi concorrenziali, facendo perdere così ricavi essenziali a chi da anni opera nel rispetto della legalità e secondo le regole del mercato.

La Polizia di Stato, sensibilizza i titolari delle strutture in argomento affinché provvedano ai completi e corretti adempimenti amministrativi, significando che chiunque elude le norme, non comunicando i dati degli inquilini alla Questura, può andare incontro all’arresto fino a 3 mesi o a una multa fino a 206,00 euro, come previsto dall’articolo 17 del T.U.L.P.S. (Testo Unico Leggi Pubblica Sicurezza).