La vita colorata di Virginia Cadoni

Prima del suo rientro a Milis, Virginia Cadoni si riteneva una Sarda che era in esilio al nord Italia.

“Ritornata nella mia patria Sarda, ho scoperto l’arte che non sapevo e conoscevo in me. Spesso bastano pochi colori e tonalità per trasmettere emozioni individuali di vita vissuta e non. Ogni artista è unico – sottolinea Virginia Cadoni – Senza imitazioni nel suo modo e mondo colorato. La pittura è tutta la mia biografia. Ci sarebbe da scrivere un’Odissea e siccome non amo molto scrivere, ho preferito colorare la realtà della vita e non solo mia.

L'immagine può contenere: 1 persona

Sono venute a casa mia parecchie persone, tra cui anche il precedente Questore Giovanni Aliquo. È rimasto sconvolto dalla mia pittura e voleva portarmi a Roma. Possibile che i sardi debbano espatriare per farsi conoscere. Noi prima valiamo nella Nostra Terra – conclude l’artista – Io lo devo alla mia terra se ho scoperto tutto ciò”.

Nessuna descrizione della foto disponibile.

Virginia Cadoni, è poeticamente pittrice, le sue opere irradiano colori ed emozioni. Lei preferisce scrivere con i colori, per descrivere gli stati d’animo, in modo che rimanga una traccia, anche se scomoda a tante donne finte sante.
Così rimarrà una traccia scomoda a “tante donne cattoliche effervescenti. Il vero valore del pudore è quando riesci a
spogliarti del pudore, il tuo. Mettendo a nudo tutte le infinite e sottili sfumature colorate che la vita, in un mondo sleale ti ha riservato – e aggiunge – Solo l’arte e i colori, hanno avuto il potere di renderle libere”.

Gian Piero Pinna