Civitavecchia, Fsp Polizia: “Nessun caso, un agente sa quando c’è pericolo. Aggredire dei poliziotti non si può”

Fsp Polizia di Stato, parla Mazzetti: "Invece di lanciarsi nel consueto incauto linciaggio a due operatori impegnati a svolgere il proprio dovere, basandosi su qualche immagine parziale, ci aspettiamo che qualcuno si domandi se è lecito o meno aggredire, insultare, colpire e resistere all'operato di personale in divisa".

“Non vorremmo davvero che si parlasse dell’ennesimo inesistente ‘caso’ contro gli appartenenti alla Polizia di Stato a seguito dell’indegna aggressione avvenuta al porto di Civitavecchia contro due colleghi chiamati sul posto perché evidentemente un problema c’era. Invece di lanciarsi nel consueto incauto linciaggio a due operatori impegnati a svolgere il proprio dovere, basandosi su qualche immagine parziale, ci aspettiamo che qualcuno si domandi se è lecito o meno aggredire, insultare, colpire e resistere all’operato di personale in divisa che interviene nell’interesse di tutti. La risposta è una sola, senza alternative: non è lecito. Non a caso questa vicenda ha portato a tre arresti confortati dall’autorità giudiziaria di altrettante persone identificate come possibili aggressori dei due poliziotti ritratti nel video. Un video sfruttato ad arte, come purtroppo avviene troppo spesso, a danno di donne e uomini che fanno il proprio lavoro in condizioni complicate e tese. E se in due ci si ritrova accerchiati da un gruppo di esagitati urlanti, evidentemente un rischio ci può bene essere. Un agente sa quando la situazione può degenerare e riconosce una minaccia, parlare dalla poltrona di casa è molto facile, ma chi va in strada in pochi secondi può trovarsi a subire di tutto. E ci pare che due accoltellamenti di due uomini in divisa in due giorni, e tutti e due per due banali interventi per sedare liti, bastino per darci ragione”.

Così Valter Mazzetti, Segretario Generale dell’Fsp Polizia di Stato, a proposito dell’episodio avvenuto al porto di Civitavecchia dove un agente, come reso noto dalla Polizia di frontiera, ha estratto l’arma di ordinanza a scopo intimidatorio e al solo fine di evitare ulteriori sopraffazioni dopo che un gruppo di tunisini in attesa della nave in partenza lo aveva aggredito.