Una poetessa Sardo Milanese, Katia Debora Melis

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Nasce a Milano, abita a Selargius e lavora a Cagliari, Katia Debora Melis, è anche moglie e madre di due stupendi bimbi . Laureata in Lettere classiche e Filosofia. Scrittrice, poetessa, recensionista, membro di giuria in concorsi nazionali, collabora con portali web, associazioni e case editrici nazionali, pluri premiata in concorsi nazionali e internazionali.

Da qualche anno ha ripreso a coltivare la sua passione: disegno e pittura, partecipando a mostre d’arte. Ha pubblicato numerosi libri: di saggistica, racconti e sopratutto poesie. Saranno proprio i libri di poesie che la poetessa presenterà il 29 Giugno a Budoni al Museo dello stazzo: Passaggi Minimi (2014), Dalla penombra nasce la poesia (2014), Pose di nudo (2015), Figli di terracotta (2016), Non solo voce del mio canto (2017), Se mi confonde il vento (2018) editi dalla Thot di Mario Vallone e da Mario Vallone Edizioni.

Le stupende copertine sono composizioni e immagini di Battistina Meloni, in cui è racchiuso il bello della fotografia e l’ispirazione che unisce alla poesia.

È una ricchezza di sentimenti la poesia di Katia, scritta con eleganza ed una espressività che cattura, è poesia viva, è lacrima, è sangue, è amore, è musica che attraversa lo spazio e il tempo, diviene colore a volte tenue, a volte acceso, carico di significati, di riflessioni e sentimento, di incertezze di vita, con la consapevolezza di cogliere altre possibilità, altre scoperte. Ce lo dice nella poesia “Scoperta” dal libro Passaggi minimi. Scoperta del pensiero, dove la vita è un nesso tra un foglio scritto e la bianca solitudine.

La poesia di Katia è ricca di bagliori, è una mano che accarezza, la bellezza che incanta, ma può avere la potenza del vento che a volte piega a volte spezza, alcune volte squarcia l’aria come un libero canto. “È la voce del vento che incanta e solleva il dolore di un povero cuore. È la voce del vento che strapazza e modella ti gira e ti rigira ti accarezza e poi ti doma”. Dal libro “Non solo voce del mio canto”, uno scrigno di versi in cui il poeta diviene il vero strumento per ricucire i sogni ormai appassiti e la poesia un mantice per sminuire le distanze e la feroce aridità del vivere. L’autrice con la poesia ricerca l’essenza dell’esistere dell’umanità, attraverso le parole dette esprime il suo sentire senza veli , senza pudicità, senza falsità. La poesia per Katia è una posa di nudo dell’anima.

Giuseppina Carta

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