Trasformare le nostre relazioni interpersonali è possibile iniziando da noi

#1. Più amore dono, più amore ricevo

L’amore segue le regole della moltiplicazione. Più ne diamo, più ne riceviamo.
Stai mettendo amore in quello che fai? Nel tuo lavoro, nel tuo tempo che passi con gli altri, nelle attenzioni per te stessa/o?

E’ vero, ci si può sentir soli in mezzo a tante persone, ed è una sensazione sgradevole, alimentata spesso da pensieri cupi e opprimenti che vanno ad oscurare una situazione abbastanza delicata, affievolendo quella forza che, in profondità, sentiamo spingerci verso i nostri obiettivi che sembrano sempre più lontani, sempre meno raggiungibili.

In mezzo a queste persone sentiamo di non essere stati visti, ascoltati e, nel momento in cui accade, dovesse trattarsi di pochi attimi, guardiamo al mondo come un peso, le nostre relazioni mancano d’intensità ed avvertiamo quell’insoddisfazione di fondo che annebbia la mente: non riusciamo a raggiungere il nostro benessere, la nostra felicità. Guardiamo a quel che abbiamo vissuto e a quel che stiamo vivendo come qualcosa di catastrofico, immane, sospinti da un vento che sembra portarci verso il baratro emozionale. Ci interroghiamo sulla qualità del nostro presente guardando al passato chiedendoci su quanto avvenuto, se in linea con le attuali aspettative e proseguiamo, alimentando di giorno in giorno, una visione del presente nel passato in ripetizione: un metodo sicuro, infallibile.

Continuiamo a chiederci perché il prossimo sembra non comprendere, non ascoltare.

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Posso rivolgere questa domanda a me stesso e provare a dare una risposta, anche adesso. Quante volte ho dialogato con me stesso? Quante volte ho dato voce a quella parte di me che chiedeva di essere ascoltata? Prova a rispondere a queste domande: come sarebbe la mia vita se, un bel giorno, mi risvegliassi completamente appagato delle mie relazioni, del mio lavoro, delle mie amicizie? Come mi sentirei se, per un attimo, potessi vivere appieno un esperienza come questa?

Potrebbe trattarsi di un sogno a portata di mano, magari potresti realizzarlo Tu Stesso.

#2. Condivido la mia gioia con gli altri e gioisco dei loro successi, sapendo che ce n’è abbastanza per tutti

Gioire per i nostri successi è facile e (più che giusto!), ma riusciamo a fare altrettanto con quelli degli altri?

A volte la paura di non essere all’altezza, la competizione, l’invidia ci riportano in un mondo di scarsità, un pensiero che induce la paura di non avere abbastanza e minaccia la collaborazione, il supporto, la fiducia.

L’idea che le fette della torta (qualunque essa sia) siano limitate porta a cercare di arraffarne il più possibile. Se c’è scarsità, allora dobbiamo sempre combattere per avere accesso a quelle poche risorse e la vita si riduce a una continua e faticosa lotta.
Quando scegliamo di avere una coscienza di abbondanza siamo più inclini a dare, a rischiare, a buttarci in nuove imprese, a uscire dalla zona di comfort, ad aprirci a nuove possibilità. Non sono forse queste alcune delle condizioni per la felicità?

Proiettarmi al futuro, per un attimo, guardando a come potrei sentirmi in tutte quelle occasioni, insieme a quelle persone che mi fanno stare bene perché sento di poter condividere, rivelare le mie paure, le mie insicurezze, rappresenta la mia libertà, l’immediato ritorno al Presente. Guardare quanto di me ho lasciato indietro, quel che ho considerato come un insuccesso, all’aspettativa del partner, amico, datore di lavoro insoddisfatto e richiedente, è un po ritornare a quei momenti, rievocarli e dargli forma, una forma che non ha più senso d’esistere. Stare nel presente, a quanto sentiamo essere in questo istante, provando ad accettare le nostre debolezze, le nostre insicurezze, sforzandoci nel fare del nostro meglio, rappresenta la soluzione ad un passato che è andato.

#3. Sorrido alla vita e la vita mi sorride

Sorridere è un anti-stress naturale, disponibile immediatamente e che… non ci costa niente!
Iniziare la giornata appena scesa/o dal letto con un sorriso, salutare con gioia augurando sinceramente un buon giorno alle persone che incontri, ti rilassa e rende possibile affrontare gli ostacoli e le difficoltà con una carica in più, proprio quella che ti farà pensare che ce la farai. Sorridi!

Cosa ho sempre desiderato per me stesso che l’altro non è riuscito a darmi, perché ho continuato a pensare che dovesse darmelo? Potrebbe essere questa una prima domanda dalla quale iniziare per la ri-costruzione di un percorso destinato a sfociare nel nostro pieno appagamento, nel nostro benessere: la realizzazione della nostra vera natura, il senso della nostra vita, la nostra missione. Guardare all’altro che non ha saputo trasmettermi l’amore che desideravo, esattamente per come lo desideravo e rivangare la sua inefficienza risulta effimero, insoddisfacente per entrambi. Desideriamo di più, più per noi stessi che sappiamo di meritare quel che nessuno ha saputo, in mancanza di strumenti, trasmetterci: la sua mancata comprensione diviene allora la nostra, la nostra verso di lui. Può sembrare, in questo senso, uno scambio dispari, ma ricordando che la nostra percezione è falsata dai condizionamenti, abbiamo la possibilità, attraverso la volontà, di cambiare il nostro modo di vedere le cose nel frangente di un nanosecondo.

L’altro ci sarà grato per quanto faremo nei suoi confronti e ricambierà: ricordando che l’altro sono io, non coesiste separazione tra me e lui e se lui è felice, lo sono anche io. La sua mancata comprensione nei miei confronti potrebbe trasformarsi in qualcosa che mai mi sarei aspettato, una nuova visione: non è più lo stesso, per me che pensavo di conoscerlo perfettamente fino a un istante prima. I suoi comportamenti, le sue parole, assumono una valenza completamente diversa per me che riesco a vedere in lui quel che non pensavo potesse esistere: la persona che pensavo di conoscere è cambiata ed il mio rapporto con lui,  il nostro rapporto che credevo essere ormai terminato per mancanza di idee, suggerimenti, proposte in grado di rendermi contento di me, ha subito una Trasformazione.

Vivrò il mio rapporto con lui sotto un altra luce.

Ciò che mi chiedevo nel passato, quel che ho vissuto, la domanda infinita d’Ascolto subisce una trasformazione ed un intimo riconoscimento: le mie emozioni non sono più le stesse perché realizzo la differenza tra il prima e l’adesso, in questo senso, non sono più la persona che credevo di essere, non sono più la proiezione dell’altro su di me, sono un essere nuovo, rinato nella mia essenza. Posso dare all’altro, partner, amico, datore di lavoro, qualcosa che profondamente desideravo per me stesso e che so di potermi dare, esprimere, in questo modo il mio massimo potenziale, quell’energia che da sempre mi caratterizza. Vivendo nel mondo, guarderò al mondo guardando all’altro come parte integrante della mia natura, del mio percorso di crescita ed un prolungamento della mia stessa essenza.

#4. Vado bene così come sono

Quante volte ci sentiamo inadeguati o abbiamo la sensazione di “non essere abbastanza”? Andiamo bene così come siamo, perfetti nelle nostre imperfezioni, proprio quelle che ci rendono unici e irripetibili. Non devi dimostrare niente a nessuno, men che meno a te stessa/o. Togliti quella veste da giudice che ogni tanto indossi e datti il permesso di essere la persona meravigliosa che sei!

Mi accetto, accetto quel che sono stato e quel sono. Riconoscendo quella parte di me che sento essere ferita mi sentirò ascoltato e l’altro rappresenterà per me più di un amico, più di un fratello.

Daniele Fronteddu